La Band: Cinque ragazzi giovanissimi, conservatori reazionari, una mano tesa alla tradizione, l’occhio e "l’orecchio" verso l’innovazione. Una sfida, quella di pubblicare il primo lavoro discografico affidandosi ad una etichetta discografica indipendente, la Full Heads, e gettarsi di petto nel mondo della musica indie e in quella di stampo cantautorale. Loro sono Eliano del Peschio (basso), Marco Salvatore (batteria), Alessandro Morlando (chitarra solista), Vincenzo Capasso (tromba) e Roberto Colella (voce, chitarra, tastiere, flauti, sax e chalumeau). L’incontro casuale – ma causale – tra questi ultimi due sancisce la nascita de La Maschera, figli della periferia a nord-est del napoletano, troppo spesso dimenticata ma viva.

L'album: “‘O vicolo ‘e l’alleria” è il primo lavoro discografico del gruppo La Maschera, realtà in erba dell’undergorund partenopeo capaci con una sola canzone di farsi notare…e ricordare. “Pullecenella chiagne / Pullecenella rire” questi i primi due versi della canzone che apre il loro disco d’esordio, poetica e musica creano un’alchimia per un risultato che non delude le aspettative. Il tono scherzoso – a tratti malinconico – e il grido di rivoluzione, quel “fuoco” che arde e freme peculiarità dei giovani vogliosi di cambiamento…in corsa per la rivoluzione. Quella personale.

“La musica è il collante, il vicolo è un non luogo – un paradiso immaginario” ci dice Roberto Colella cantore dei valori della cultura napoletana 3.0 che nasce nei vicoli costantemente sospesa tra il dualismo di una realtà così dura quel è quella partenoepea – o di qualunque grande metropoli del mondo. Il nome, La Maschera, è un omaggio alle opere pirandelliane e a Eduardo De Filippo, un baluardo in difesa di una memoria troppo spesso frustrata…e stuprata. Più storie in una storia sola, quella de “‘O vicolo ‘e l’alleria”.