1977, Siracusa, Sicilia. Tanto tempo passato ad ascoltare musica alla radio, dischi (quelli veri in plastica vinilica spessa racchiusa in un ingombrante cartone a due ante) che in qualche modo riuscivano ad arrivare e farsi amare, the last trip to tulsa e sometimes i feel so uninspired su on the road, woodstock e the song remains the same al cinema: è l’inizio di un sogno. Con una chitarra acustica Clarissa trovata per sbaglio e senza alcuna esperienza Sante Barbagallo e Salvo Rizzuto iniziano a scrivere canzoni; dopo diversi tentativi spuntano fuori degli accordi ed una melodia che forse sembra più accettabile di tutte le altre, era “I Remember A Dream”. Salvo l’anno dopo (1978) partirà per Londra dove, dopo i primi anni difficili, darà ampio sfogo alla sua vena artistica maturando un apprezzata carriera come cantante, collaborando con artisti di fama internazionale (Trevor Horn, D-Influence, ) e incidendo dischi (Freedom Or Not / Sunshaker) con etichette discografiche inglesi (Cosmic) e italiane (Irma), oltre a fondare la propria (Boom Devil) insieme all’amico e collega Mark Hawkes. Sante, rimasto a Siracusa, continuerà negli anni ad essere sempre attivo nella scena musicale cittadina: apre un negozio di dischi (Floppy Disk), suona e canta in diverse band, organizza concerti e rassegne di blues. A distanza di più trent’anni i due si ritroveranno e, avendo entrambi raggiunto una certa maturità sia umana che artistica, decidono di dare seguito a quel percorso rimasto incompleto tracciato durante l’adolescenza cominciando a comporre un serie di nuove canzoni. Le tante canzoni, ancora in forma grezza (chitarra – voce), vengono affidate per la produzione artistica a Carlo Barbagallo, membro di Suzanne’Silver (Radio is Down – USA) e Albanopower (42 Records - IT) nonché prolifico e apprezzato solista DIY (barbagallo.weebly.com), che tra l’altro suonerà nel disco le chitarre e gli strumenti a tastiera oltre a curare tutti gli arrangiamenti. Carlo riesce a trasferire alle canzoni gran parte della sua creatività trasformandole in prodotti finiti e musicalmente maturi, tanto da potersi considerare il terzo autore dei brani. Finalmente dopo più di due anni di altalenante ma intenso lavoro viene completato “I Remember A Dream” la cui title-track, oltre ad essere volutamente compresa tra le canzoni dell’album, nonostante composta 33 anni fa, rappresenta idealmente la continuità con un passato ritenuto importante e formativo dagli autori e, in un senso più romantico, il sogno che si realizza. Il progetto dei tre artisti prende il nome di LONERS, direttamente ispirato al brano di Neil Young, The Loner. L’album è stato registrato presso il Vertigo Recordings Studio di Toti Valente (Albanopower) che, oltre ad aver registrato e missato il disco insieme a Carlo, ha anche suonato tutte le batterie. Le parti di basso sono state suonate da Giuseppe Sindona (Albanopower / Cesare Basile / Mario Venuti). Hanno collaborato inoltre Giovanni Fiderio (mashrooms / Tapso II), Francesco Bellia (Todomodo / Arsonica), Dario Serra (Suzanne’Silver), Maria Francesca Rizza, Ivan Cammarata (Roy Paci / Kebana / Naked Musicians), Salvo Tempio (Orchestra Jazz del Mediterraneo / Roy Paci). Il mastering è stato effettuato all’Alpha Dept., Bologna, da Andrea Suriani (My Awesome Mixtape).