Sono nato a Genova, da qui uno potrebbe dire, “ah la città della tradizione cantautorale, ecco perché hai cominciato a fare il cantautore!”, ma la mia storia non è andata proprio così.

Cominciai a studiare da autodidatta la chitarra. Intorno ai 18 anni mi innamorai del jazz, comprai coi risparmi di una vita un sax contralto e ricominciò un periodo di studio intenso.

A 23 anni in seguito ad una brutta delusione d’amore mandai i miei brani in giro e dalla CX di Milano arrivò un segnale di interessamento e mi tasferii da Genova a Milano su due piedi in modo davvero folle.
A quel punto mi chiusi in casa a Milano e dal mio piccolo appartamento della Bovisa scrissi un disco, “Man In Alto Sax”, che fu preso da RaiTrade per le loro sonorizzazioni.

Decisi di ritrasferirmi a Genova e suonare.

Misi su due band: un trio per lavorare, il Trio Kazuti con il quale suonavamo un dj set dal vivo e un’altra formazione con cui fare musica originale, I Ciclotimico che composero “Fortuna che ci sei DJ” una hit che divenne anche sigla di Radio Dee Jay.

Nel 2012 ho partecipato alla finale del Premio Bindi con il brano “Manifesto Popolare”, contenuto nel nuovo album CANZONI DI UNA CERTA UTILITÀ SOCIALE (Ostile Publishing, 2013).

L’ironia che ho sempre avuto, vuoi perché da piccolo ero grasso, e mi ha portato a collaborare con il comico di Zelig Maurizio Lastrico nel suo spettacolo “Quando fai qualcosa in giro dimmelo” e a non rinunciare ad assidue incursioni nel mondo del cabaret.

Questa ironia sicuramente mi ha aiutato nello scrivere il mio nuovo album “Canzoni di una certa utilità sociale”.

Un concept album divertente da legare ad uno spettacolo di teatro canzone, le composizioni sono dettate da una buona ricerca armonica, i brani non smaccatamente commerciali o pop e un gran lavoro sui testi…sono arrivato al punto di privarli della poesia per dargli solo la forza dei fatti, delle azioni…una ricerca un po’ ‘hemingwayana’, che spero sia riuscita.

Lorenzo Malvezzi