Marci rapper

non è altro che il diminutivo di Marcello, il mio nome. L’ho scelto come nome d’arte per la sua semplicità, proprio come la mia musica, diretta e universale.
Vengo dalla Liguria, da una piccola città, Albenga. È lì che ho iniziato a scrivere i miei primi testi, a 14/15 anni, e in quegli anni non pensavo di diventare un rapper, era un gioco fatto per passione. Col tempo ho pensato e poi capito che poteva diventare un lavoro. Scrivere per me è come avere un migliore amico immaginario… anzi non proprio immaginario! Ci sono una penna e un foglio.
Adesso sto lavorando al disco molto duramente, sto cercando di farmi conoscere e far sentire quello che ho da dire, perché ho TANTO da dire. Toccherò tanti argomenti, dalla politica con riferimenti ironici, alla situazione economica italiana, dai sogni che si possono avverare sino all’amore. Penso che chi scrive debba dare nuove prospettive al pubblico e innanzitutto a se stesso. Fare musica per sé è il primo passo per farla degli altri.
Fanno parte del disco i miei primi due singoli “Volevo fare“, uscito circa 9 mesi fa con cui mi sono lanciato in questo mondo. Racconto di come si cerca spesso di scappare dai problemi, partendo, tornando, correndo, ma… ritornando. Canto di un amore sofferto e di come i sentimenti possano essere così tanto profondi quanto non voluti.
Nel secondo singolo “Come quando“, molto più recente e musicalmente diverso dal primo, descrivo il valore che hanno le piccole cose, della riconoscenza che dovremmo avere e spesso trascuriamo.