Milanese, classe 1980, Marco Levi si laurea in lettere nel 2006. Inizia così a dedicarsi alla sua grande passione: scrivere serenate alle ragazze. Il primo piccolo, ma importante, successo arriva quattro anni dopo, con la canzone “Divento Gay“.
Il brano desta l’attenzione degli addetti ai lavori, ottenendo svariati passaggi radiofonici.
In seguito scrive jingles e brani per alcune trasmissioni, e si diverte facendo l’attore per alcuni spot in rete.
Suona voce e chitarra nei locali milanesi, proponendo canzoni che girano intorno alle sue disgrazie amorose.
È proprio dopo un live che incontra il produttore Lorenzo Magnaghi, con cui inizia una lunga collaborazione fatta di scrittura di nuove canzoni e ricerca musicale, per dare alle sue storie e alla sua ironia una veste nuova, più completa artisticamente.
Irriverenza, sfacciataggine, cinismo, sadismo, simpatia, ma anche una particolare forma di romanticismo. Questi gli ingredienti della musica di un cantautore sui-generis che canta storie nude e crude, che appartengono a tutti noi.
Il primo frutto del suo lavoro arriva nell’estate 2012 con “La Canzone Di Johnny Boa“, brano estivo dedicato a chi non supera la prova costume con tanto di video realizzato coi filmini delle vacanze di Marco Levi, dodicenne obeso ed innamorato.
Nell'autunno 2012 esce il singolo “Non Mi Diverto“, in pratica una rubrica di consigli su alcune tra le più appassionanti attività da fare insieme alla persona che si ama, per vincere la noia. Il video della canzone, firmato da Ivan Merlo, mette in campo un torneo olimpico del celebre gioco romantico: ‘a chi ride prima‘.
A fine gennaio 2013 esce l’album d’esordio “Vietata La Riproduzione“, un titolo che da solo lascia ampio spazio all’immaginazione e ai doppi sensi e che ben preannuncia di che materia sono fatte le undici tracce del disco.
Personaggi ‘outsider’ e pantomime degli stereotipi della società moderna conditi da un’ironia che in realtà serve, più che a farci sorridere, a invitarci a riflettere sulla dura realtà degli anni zero.