Un contenitore multiforme all’interno del quale sfociano il gusto, l’arte e la vocalità di Fabio Cinti, cantautore noto all’interno del panorama musicale italiano, e di Irene Ghiotto, la cui voce intreccia sperimentazione e gioco musicale.
Presentatosi al grande pubblico a febbraio 2015 con il primo singolo Flowers, seguito a luglio dal brano Come away, il duo torna in scena con il primo album “The Thin Lie”, in uscita il 18 Marzo 2016 in un'edizione speciale su etichetta Bassa Fedeltà.
Non solo canzoni, ma piccoli e profondissimi universi che ambiscono a conquistarsi un posto soggettivo, magico, unico, fuori dalle sfere della cosiddetta musica italiana. Un’attrazione umana sincera permette a Fabio e Irene di comporre i brani alla velocità di una stella cadente, che esplode, arde, si eclissa. La co-scrittura produce risultati inediti, dissimili da quelli ottenuti dalle esperienze singole di entrambi. Marvis nasce e si conquista una sua identità specifica, diversa da quella dei suoi creatori. Successivamente il progetto si allarga, prendendo le forme di un vero e proprio collettivo artistico con la collaborazione di Francesco Enea e Sara Battilana che dirigono, occupandosi dell'artwork, il complesso concetto estetico alla base del progetto.
L’estetica dell’album The Thin Lie si compone di geometrie vive e organiche prodotte attraverso sperimentazioni di arte generativa e "creative coding": le leggi della natura vengono così codificate e, in un certo senso, tradotte per essere comprensibili alla macchina, in grado di fornirne una rappresentazione visuale. Comportamenti e dinamiche proprie degli organismi viventi vengono dunque prodotti sistematicamente, in un equilibrio estetico tra naturale e artificiale, tra organico e sintetico.

Marvis vive come un corpo vibrante senza forma né confini spaziali, svicolando le logiche del mercato discografico e quelle temporali, in una costante ricerca artistica volta alla raffinatezza estetica. Marvis non offre un porto sicuro ma un luogo dove potersi guardare allo specchio e non riconoscersi, un luogo dove poter prendere in mano le proprie certezze e abbatterne le colonne portanti.