Matteo Schifanoia è un cantassurdautore.

Quando la letteratura cantautorale assume toni goliardici e inaspettatamente “assurdi” ecco che nasce il cantassurdautore. Così ama definirsi Matteo Schifanoia nel vestirsi di etichette e punti di riferimento terreni quando, del parlar d'arte, si rischia di non restar legati alla realtà e a ciò che di concreto resta. Il suo album "Lo Scapolo" è un esordio di gustoso swing tinto di jazz, con premature dissonanze pop, qualche distorsione elettrica appena condivisa, qualche battuta in levare e decise incursioni black, latin, surf. Un lavoro che si muove tra la canzone d’autore, il teatro canzone e la canzone umoristica e che intende parlare dell'amore sociale, dello status quo e dell'essere irrimediabilmente scapoli, soprattutto in tempi di crisi. Ironia e bizzarre chiavi di lettura, intervallati da inaspettati momenti di “poesia”, sono il vero leitmotiv di tutto l'ascolto. “Lo Scapolo” arriva dopo anni di gestazione e di gavetta live in cui Schifanoia, ai tempi della scrittura rigorosamente scapolo, ha saputo ben misurare le note e le parole prima di approdare ad una produzione discografica. Il disco è stato realizzato dalla Urban Records.