Mezzafemmina venne chiamata la famiglia del mio bisnonno, in Irpinia. Accadde perché lui collaborava a fare i lavori domestici, e questo in un contesto rurale e sotto il fascismo era inaudito. Così, dal momento che ogni famiglia aveva un soprannome, la sua divenne Mezzafemmina. Riprenderlo è un modo per ribellarsi a quell'ottica oppressiva: per loro era un dileggio, io invece ne vado fiero». Mezzafemmina al quotidiano "La Stampa".

Mezzafemmina, vero nome Gianluca Conte, classe 1982, è uno dei nuovi esponenti della scena musicale torinese, di cui rappresenta forse il lato più impegnato e rivolto ai temi sociali, che affronta con sensibilità e poesia. Il suo album d'esordio, "Storie A Bassa Audience", pubblicato all'inizio del 2011, ha destato subito l’attenzione di critici e pubblico. Mezzafemmina ha conquistato il premio Supersound 2011 sul tema sociale del lavoro, all'interno del Festival MEI di Faenza, e ha ottenuto il riconoscimento da parte della CGIL.

Gianluca Conte, laureato in psicologia clinica e di comunità, lavora come educatore presso una comunità di recupero per tossicodipendenti a Torino. La sensibilità maturata nella sua professione quotidiana portano alla composizione e alla stesura di testi forti (morti bianche, precariato, disagio sociale), impregnati della dolcezza un po' ironica che distingue il lavoro di un cronista dalla poetica di un cantautore. Le storie di Mezzafemmina non sono soltanto visione sociale e impegno civile, ma parlano a e di tutti noi.
Nell'ottobre 2013, anticipato dal singolo "364 Giorni di Oblìo", uscirà il suo nuovo EP "Non esistono più i giovani di una volta..." per l'etichetta Sunnybit, con la produzione artistica di Giorgio Baldi, già produttore e attuale bassista di Max Gazzè.