Fine 2010, qualche mail, due sconosciuti si ritrovano ad improvvisare in una stanza.
Con l'aggiunta di un' altra chitarra, prende vita il progetto mezzanotteunminuto.

Il nome, come un nastro di Möbius che si ripiega su se stesso, vuole sottolineare l’importanza del tempo nel suo svolgersi quotidiano e sempre uguale, in attesa di cambiamenti che sembrano non arrivare mai.
Questo si riflette nella musica, che infatti non apre e nemmeno si risolve dal punto vista melodico, restando sempre in bilico verso il rumore caotico e la dissonanza.

Con l'arrivo del basso, prende forma l'idea di incidere il primo EP, "Esilio interiore": un'esperienza di viaggio musicale metaforico nella malattia mentale.
Così come la malattia mentale sembra essere generata da un apparente caos che può estrinsecarsi in atti violenti e comportamenti compulsivi, rigorosi e ripetitivi, allo stesso modo è riflessa in un progetto musicale che parte dall’improvvisazione caotica, frutto dell’esigenza espressiva dei componenti del gruppo, per essere poi reindirizzata rigorosamente sui binari del progetto iniziale. Vi si trova, quindi, sia la parte esplosiva e disturbata della malattia, che la parte più riflessiva, calma e flebile.

Nei Live tutto questo prende forma inciampando nel teatro: collaborazioni con attrici nel primo live, impegnate nell'interpretazione di testi di Alda Merini ed altre performance dove un attore-mimo-urlatore-disegnatore ci ha aiutato con la poetica del teatro a riempire spazi sonori e non.

mezzanotteunminuto è il teorema del delirio; un puzzle di emozioni che vanno messe insieme per illudersi di capirli davvero.