I GALLARA (Psycotic Strumentàl Orchestrina) Cinque musicisti: organo e tastiere, chitarra, basso, batteria, percussioni e nessuna voce. La prima formazione dei Gallara risale al 1998, come cover band di colonne sonore del cinema di serie-b italiano in versione surf. Nel 2001 esce il primo cd autoprodotto "The Amazing Misterious Melodies", 6 brani che partendo dalle sonorità surf degli anni 60, si mischiano con atmosfere da spy-movie e con l'Exotica più tribale. Ma più passa il tempo e più comincia ad emergere l'amore per le colonne sonore di certi film italiani degli anni 60 e 70, non resta così che mischiare al rock'n'roll quei ritmi più tendenti al funky e all'hammond-groove. Nel 2005 esce "Soundtrack for a Lucky Night", 7 tracce che omaggiano, stravolgono e mixano in mezzo alle composizioni originali. Stralci di Morricone, Piero Piccioni, Piero Umiliani, Henry Mancini che si confondono con il surf dei Ventures. L'ispirazione dei Gallara sono certe oscure pellicole degli anni 60 e 70: dalla commedia scollacciata agli spaghetti-western, passando per i gialli sexy e gli 007 all'italiana. La colpa è proprio di questi film, di quelle colonne sonore, di quelle atmosfere malate… Il sound dei Gallara, dopo 7 anni, è ormai riconoscibile per chi li conosce e li ha visti dal vivo; una scaletta senza respiro che alterna stralci di selvaggio rock'n'roll a forsennate sambe e oscurissime bosse. Nell'Agosto 2008, esce: "Psycotic Strumentàl" stavolta prodotto dall' etichetta indipendente 66sixties. 10 brani strumentali colmi di chitarre ultrareverberate, Fuzz, Fender Rodhes, Vibrafoni, Farfise e organi Hammond, che passano dalla psychedelia degli anni 60 al post-rock più moderno, passando dal noise all'omaggio funky-groove ai polizieschi all'taliana. Nel 2012 esce quello che per ora è l'ultimo disco dei Gallara "Delirio in Hi-Fi", uscito anche in vinile. Undici episodi che sembrano non prendersi mai troppo sul serio, intervallati da sardoniche campionature e visionarie intersezioni di generi. Attitudine garagista, strumentazione vintage fra organi Hammond e Fender Rhodes. Brani che sembrano narrare storie diverse l'una dall'altra, in perfette cornici cinematografiche. Un revival del passato, che mostra la maestria del gruppo nello spaziare tra generi diversi, dando prova di una sana attitudine musicale, incline all'allegria più sconsiderata.