Il gruppo nasce nell’agosto del 1999 quando Francesco Baglioni e Alessandro Fico decidono di provare a far qualcosa insieme. La cosa incuriosisce, e appassiona, subito Tommaso Bifani e Alessandro Baglioni, che si uniscono ai due assieme a Massimo Fico, per dare ufficialmente vita al gruppo. Dopo breve si unisce ai cinque anche Riccardo Torresi. Il nome Mohaves prende ispirazione dal titolo dell’omonimo fumetto di Tex. I Mohaves iniziano così la loro avventura cominciando ad esibirsi alle feste di amici e alle rassegne musicali facendo esperienza e prendendo contatto per la prima volta con il palco e con il pubblico. Suonano soprattutto pop-rock italiano, da Ligabue a Vasco, dai Litfiba ai Negrita senza dimenticare però gruppi storici come Beatles, Rolling Stones, U2 e Police. L’impatto sul pubblico è, quasi inaspettatamente, subito buono e la cosa li spinge ad andar avanti moltiplicando le energie. Nel 2000 sono finalisti al concorso Eden Rock Festival, l’anno successivo al concorso Suoni in Movimento, dove presentano per la prima volta dei pezzi propri. Alla fine di quell’anno Massimo lascia il gruppo e i Mohaves rimasti in cinque dopo un breve periodo di pausa decidono di ripartire promuovendo Riccardo a frontman. Ma a partire dal nuovo anno il gruppo decide di dare una sterzata al proprio indirizzo musicale e rinnova il repertorio virando decisamente verso un rock-blues spiccatamente anni ’70, mantenendo solo alcuni dei pezzi storici del pop-rock italiano e riarrangiandone degli altri (ormai storica la versione riarrangiata de “Il mio nome è mai più” richiesta durante tutte le serate). I Mohaves ripercorrono tappe fondamentali della storia della musica. Si parte dal rock’n’roll dei primi anni ’60, si passa al rock-blues anni’70 dei Rolling Stones, dei Lynyrd Skynyrd, della Allman Brothers Band, dei Creedence Clearwater Revival, per giungere infine a David Bowie e ai Bluesbrothers negli’80 e tornare in Italia con Zucchero, completando il tutto con qualche pezzo in stile prettamente blues ( Jimi Hendrix, Eric Clapton, Stevie Ray Vaughan and Double Trouble). La scelta si rivela subito azzeccata e l’attività live del gruppo subisce una netta impennata; dopo una felice parentesi estiva nella quale totalizzano circa 20 serate, dalla stagione musicale successiva diventano ospiti fissi presso numerosi locali del perugino e nell’ultimo biennio arrivano a totalizzare circa 50 serate, l’anno, fra locali e feste private. Il tentativo di riproporre i classici della storia del rock, uscendo completamente fuori dall’attuale panorama musicale dominato dalla “disco-music” e dal pop commerciale , riscuote grande successo sul pubblico il cui apprezzamento e coinvolgimento contribuisce a creare atmosfere uniche durante le serate.