#15anni, le selezioni di Simone Sbarbati e Marta 'Blumi' Tripodi

Abbiamo chiesto a una serie di persone che stimiamo di raccontarci i dischi usciti negli ultimi #15anni che per loro sono stati importanti: Simone Sbarbati di FrizziFrizzi e Marta 'Blumi' TripodiAbbiamo chiesto a una serie di persone che stimiamo di raccontarci i dischi usciti negli ultimi #15anni che per loro sono stati importanti: Simone Sbarbati di FrizziFrizzi e Marta 'Blumi' Tripodi
22/02/2013 09:51

Il 28 febbraio si chiudono le urne di #15anni, la grande votazione lanciata da Rockit per scegliere i migliori dischi degli ultimi #15anni di musica italiana. Per scegliere i propri album preferiti è sufficiente andare su www.rockit.it/15anni e scegliere tutti i dischi che volete, senza nessun limite. In questi giorni abbiamo deciso di coinvolgere una serie di persone che stimiamo e abbiamo conosciuto in questi #15anni di vita di Rockit e abbiamo chiesto loro di raccontarci quali sono i dischi italiani che considerano importanti.
Leggi tutte le selezioni. 

Simone Sbarbati (Fondatore di FrizziFrizzi.it)

Ne ho scelti ben tre del '97 perché quelli sono stati gli anni, per me, della "formazione" — ero al Liceo ma a scuola praticamente non andavo e le mattinate in cui "facevo sega" le passavo in giro per la cittadina dove sono nato, Jesi, a leggere libri che mi portavo da casa, a bere bicchieri in un posto allucinante frequentato da vecchi e alcolizzati chiamato Bar Vino e mettere monetine nel jukebox del bar della Stazione delle Corriere — snodo centrale di chi saltava la scuola.
Di quell'anno scelgo due dischi che ho ascoltato e riascoltato: "La morte dei miracoli" di Frankie HI-NRG Mc e "CRX" dei Casino Royale. Ai quali aggiungo "Hai paura del buio?" degli Afterhours, che era praticamente l'unica cosa decente da ascoltare durante una due giorni a base di erba, Birra Moretti, folletti e strane creature del bosco, passata con un amico in montagna.
Poi passo al '99 e ai Verdena, che con l'album omonimo hanno dimostrato che quel che si muoveva anni prima dalle parti di Seattle poteva essere trasportato in Italia senza fare copia/incolla, ma dando un senso nuovo alla furia e alla frustrazione giovanile. E nella nostra lingua per giunta.
Un disco incredibile che però non è neanche lontanamente paragonabile all'esplosione sonora davanti alla quale potevi trovarti ascoltando gli Zu, che ho scoperto in un piccolo locale dalle mie parti proprio nel 2002, l'anno in cui uscì "Igneo", per me un album fondamentale che metteva insieme due delle musiche che più amo ed amavo: il jazz ed il post-rock.

Marta 'Blumi' Tripodi (Caporedattrice di Hotmc)

Neffa ft. Deda e Al Castellana - 107 elementi
Tuttora considerato forse l'album più bello mai uscito in ambito hip hop italiano, è sicuramente uno dei più completi: il primo a provare a mescolare seriamente rap e soul, musica italiana e musica black, poesia e tecnica. Un classico intramontabile, perfetto in ogni suo dettaglio, che chiunque dovrebbe possedere.

Fritz Da Cat – 950
Nella tradizione hip hop gli album firmati dai maggiori beatmaker sono tra i più attesi, perché raccolgono la crème del rap riunita su un tappeto sonoro d'eccezione. Così è stato per Fritz Da Cat, decano dei producer italiani: Fabri Fibra, Kaos, Neffa, Bassi Maestro e tanti altri si alternano al microfono creando una raccolta di classici che ancora oggi tutti sono in grado di cantare a memoria a squarciagola.

Otierre feat. La Pina - Dalla Sede
Un'altra pietra miliare del rap italiano, nonché uno dei primi esperimenti davvero maturi del genere. Oltre a essere un disco musicalmente ottimo, racconta la storia di una delle più valide crew italiane che, forse per la prima volta da queste parti, molla tutto per inseguire il sogno di trasformare la musica rap nel proprio lavoro: un vero e proprio manifesto di quella generazione.

Club Dogo – Mi-Fist
All'inizio degli anni '00 uno storico gruppo milanese chiamato Sacre Scuole si sciolse; Il Corvo D'Argento, anche noto come Dargen, decise per una carriera solista, mentre Fame (oggi noto come Jake La Furia), Il Guercio (Gué Pequeno) e Donjoe rimasero insieme, fondando i Club Dogo. Quel primo disco autoprodotto, dalla grafica scarna, era talmente rivoluzionario che da solo cambiò la percezione che gli italiani avevano della musica rap. Da allora, niente più è rimasto lo stesso.

Shocca - 60 Hertz
Un altro album realizzato da un producer, è una sorta di anello di congiunzione tra la vecchia generazione e la nuova: sonorità classiche ma contemporanee, artisti storici ed emergenti, per un altro di quei dischi di cui è difficile non conoscere integralmente le strofe a memoria, per un ascoltatore di rap.

Tag: classifica selezioni15anni

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