Gli Afterhours contro Internet e la generazione divano

13/04/2012

Questa mattina gli Afterhours hanno presentato a Milano "Padania", il loro nuovo album. Una conferenza stampa durante la quale hanno parlato dell'album e di cosa significa fare un album oggi per una band con la loro storia. Sandro Giorello ha fatto loro qualche domanda.


Nel vostro disco ci sono due tracce stile spot pubblicitario, dove dite che nei cd spesso c'è musica che occupa spazio inutilmente, e quindi proponete di sostituirla con degli spot. Ci commentate questa provocazione, e perché, nel 2012, usate ancora la parola cd? E' una provocazione anche quella?
No, noi siamo così, storici, è il nostro tipo di linguaggio. Però ci stava nel discorso di "Padania", che è un qualcosa di molto intenso, come quando in televisione c'è qualche scena super violenta e subito dopo c'è la pubblicità del detersivo. Volevamo creare lo stesso tipo di accostamento, nel momento di clou emotivo, far uscire lo spot promozionale. In realtà non sono solo degli scherzi, non sono solo dei jingle, li abbiamo proprio registrati, per uno abbiamo anche coinvolto una sezione d'archi. "Padania" vuole essere un affresco di quello che noi sentiamo oggi intorno a noi. Secondo noi in questo il musicista deve fare informazione, comunicare quelle cose che non finiscono sui giornali, o meglio in televisione. E non è soltanto la comunicazione il problema, ma anche di come la gente si sente. La gente ha paura, si avverte il panico, l'odio. Tutte cose che in televisione escono solo in maniera grottesca. Se riuscissimo a dare anche solo del conforto, non sarebbe male. Ormai la gente sembra dissociata dai media. Compreso internet.

In realtà non è molto comunicativo e immediato come disco.
Comunicativo ed immediato sono due cose diverse. Immediato è un qualcosa che tu vedi molto da vicino, comunicativo è un qualcosa che si misura sulla lunga distanza. Crediamo che la tensione e la crudezza di questo album siano superiori a quello che dicono i testi. Il concetto è un altro: questa è la nostra natura, noi dobbiamo parlare con il nostro linguaggio e con i nostri vestiti. E dobbiamo svolgere il nostro compito, se dobbiamo fare come abbiamo fatto con "Il paese è reale", portando in giro gruppi che sono sconosciuti e farli conoscere, il nostro compito è andare ovunque, a Porta a Porta a porta o a Disco Ring, che non esiste più, (ride, NdA) o Sanremo. Ma lo dobbiamo fare restando noi stessi. Crediamo che in questo momento siano venuti meno degli standard di comunicazione, il generare energia, la capacità di ascoltare la musica che magari c'era negli anni '70 è sicuramente cambiata molto. E anche in peggio

La vostra risposta è il cofanetto in tiratura limitata a 60 euro in 1500 copie?
Se non lo vuoi non lo compri.

Dico, la vostra risposta è ancora il supporto?
Sta anche nel supporto, il supporto è il biglietto da visita. Tu fai un disco ed è quello che tu sei in quel momento. Non crediamo necessariamente che il disco sia la base del progetto Afterhours, ed è chiaro che questa è una cosa che non possono fare tutti. Ad esempio, i Flaming Lips hanno aperto una galleria, la Womb Gallery a Oklahoma City, dove fanno performance, mostre, feste, rave e dove tutti possono entrare, dal più tamarro al primo ministro, tutto è organizzato dal gruppo che in sostanza si diverte, promuove le cose che preferisce. E' un esperimento culturale in mezzo al deserto, un gruppo come noi, dopo vent'anni, ambisce a diventare un progetto come questo.

Riguardo a internet invece?
Ora c'è più staticità. Quando non c'era Internet, i gruppi li conoscevi perché ci suonavi nello stesso posto, si creava un dinamismo, ci si spostava fisicamente.
Oggi questo dinamismo si è un po' perso, è uno degli aspetti negativi della rete, perché ti tiene a casa, ha la possibilità di avere molta informazione, ma ti tiene a casa. Crea l'illusione della democrazia, che poi è solo un'illusione, perché scrivere in rete porta a sfogarsi molto, ma poi non ti fa prendere posizioni fisiche, perché stai a casa sul divano. Non voglio fare dietrologia o altro, ma non sembra del tutto irragionevole pensare che sia voluto. Anche chi si lamenta che a Milano non ci sono spazi: gli spazi sono quelli da anni, li si prendeva e al massimo li chiudevano dopo tre settimane, ma almeno ci si provava.

Tag: internet

Commenti (11)

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  • Carlo Tonelato 15/04/2012 ore 21:37 @Prostatico

    a 26 anni, giro per concerti da una decina, la voglia di andare ai live, sia parte di miei coetanei ma anche dei più giovani c'è e lo spirito è lo stesso degli anni 70. La musica non muore. L'affezione per il supporto è naturalmente calata per le scorciatoie mediatiche che tutti sappiamo, legali o meno: purtroppo la cultura del disco fisico, cd o vinile sarà sempre di più una cosa per amatori. Non si può scappare da questo. come campano le band? Diversificando le performance live, per quelle il biglietto verrà sempre pagato, dopotutto siamo nell'era degli "eventi" e sta alle capacità creative di gente come Manuel Agnelli creare novità ed attrattiva all'interno del proprio progetto.

  • feedbaknoise 15/04/2012 ore 21:53 @57088#feedbaknoise

    antopizzuto adesso ti elenco alcuni artisti che stimo e che ne ho parlato positivamente in questo forum ( puoi verificare nei vecchi thread )
    in ordine sparso:
    The R's - thevillains - Drink to me - Giardini di Miro' -
    Ufomammut - Cosmetic - Beniamino Noia - Lo Stato sociale
    OFFlaga Disco Pax - Herself -Boxeur the coeur - Marta sui tubi
    Amerigo Verardi - Underdogs - Samuel Katarro - Be forest - The somnambulist -
    Pietro Riparbelli - a Classic education -
    e c'e' ne sono sicuramente altri che mi sono sfuggiti , detto cio' esigo
    le tue scuse pubbliche ed almeno da parte tua la costituzione di un fan club
    o di una pagina Facebook a me dedicata !

    "La superbia è il più frequentemente punito e il più difficilmente sanabile di tutti i vizi. "

  • Veracrash 15/04/2012 ore 22:18 @veracrash

    "Non voglio fare dietrologia o altro"

    Ve la dovete mettere via sta cosa di internet...senza attaccarvi a frasi come "la generazione divano" o l'illusione della democrazia (già grazie, perchè invece senza internet era "reale").

    Il vero fatto è che band come gli After sicuramente avranno subito un danno dalla rete in termine di vendite. Scava scava, il problema è quello

  • GianlucaStanzio 16/04/2012 ore 08:21 @GianlucaStanzio

    Ma è un fatto generazionale, credo, non soltanto di profitto: la musica, per Agnelli & C., non si libererà mai da certi cardini in cui loro l'hanno inseguita e costruita per anni; servono ragazzai più giovani per digerire la tomba dei Cd, o dei libri cartacei, o dell'amore fatto in chat. Questi hanno cominciato quando non si prescindeva da sudore e polvere. La mia stima.

  • antopizzuto 17/04/2012 ore 10:43 @antopizzuto

    feedbaknoise: riguardo al fan club come hai letto, sto provvedendo :-).
    Mi sembra di ricordare qualche commento al vetriolo riguardo agli ODP, o sbaglio ??? ;-) E giusto per ravvivare la "polemica" (si fa per scherzare ovvio!): noto che avevo ragione su una cosa. A parte 4 di questi nomi, gli altri credo fatichino davvero a superare i 100 dischi venduti ;-) (anche se non ne discuto ASSOLUTAMENTE la qualitá!). A presto.

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