Anti-pirateria: l'Italia segue la Francia ma la Francia cambia idea

06/08/2012

E' uscito l’ultimo rapporto della IFPI sulla musica digitale - l’associazione dell’industria musicale internazionale – Giudo Scorza lo analizza su Wired.it osservando come da un lato c'è da essere ottimisti, le piattaforme musicali si sono decisamente allargate su scala mondiale, a inizio 2011 erano presenti in 23 paesi e solo un anno dopo il numero è salito a 58, di coseguenza anche i ricavi sono aumentati (8,5%) raggiungendo un valore stimato di 5,2 miliardi di dollari. Parallelamente Scorza sottolinea, però, come il report indichi un certo interesse dell'Italia verso il modello francese utilizzato per diminuire il numero di download illegali, l'HADOPI. Il report parla di non bene precisati “esponenti” italiani che avrebbero incontrato i vertici Hadopi perché intenzionati a seguire l’esempio transalpino.

Ecco l'estratto
“L’esperienza di Hadopi viene osservata attentamente dai numerosi Paesi
che intendono seguirne l’esempio. Esponenti di stati diversi come Canada, Danimarca, Italia, Norvegia, Singapore, Spagna e Stati Uniti si sono attivati per richiedere una serie di incontri con i vertici della nuova autorità amministrativa”.

E' singolare come la Francia proprio questi giorni stia facendo marcia indietro – ne parla sempre Scorza ma potete trovare anche un articolo di Mauro Vecchio qui - il nuovo ministro alla Cultura Aurélie Filippetti ha costatato che a fronte dei 12 milioni di euro spesi per pagare i 60 agenti agenti del copyright, i risultati ottenuti sarebbero scarsi, solo un milione di missive inviate ai possibili pirati informatici, troppo poco. Questa la conclusione rilsciata dallo stesso Filippetti al Nouvel Observateur : "La sospensione degli accessi alla Rete sembra una sanzione eccessiva per perseguire gli obiettivi fissati".
 

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    Foto Profilo: Dorso