Aurous, il software illegale che potrebbe far crollare il mercato discografico

Aurous è la nuova applicazione che potrebbe causare molti più danni di quelli fatti da Napster, Kazaa e simili alla fine degli anni '90.
02/10/2015 11:59

Il prossimo 10 ottobre sarà online Aurous e, secondo molti portali specializzati, sarà la più pericolosa applicazione mai inventata ai danni del mercato discografico.
È come Popcorn Time, ma per la musica; nello stesso modo in cui il popolare sito di streaming permette a tutti di vedere film e programmi TV in streaming tramite un'interfaccia elegante e facile da usare, anche Aurous funziona grazie ad una ricerca negli archivi di file torrent illegali ospitati direttamente dagli utenti. Sarà possibile ascoltare musica illimitatamente senza pagare alcun abbonamento o sentire degli spot pubblicitari tra un brano e l'altro. “Al massimo potrete trovare qualche banner ma non ci saranno messaggi audio ad interrompere il vostro ascolto”, ha dichiarato Andrew Sampson, il creatore del servizio.
Come Popcorn Time, anche Aurous è virtualmente impossibile da chiudere: l'unica risorsa disponibile in mano ai detentori dei diritti d'autore violati è quella di andare a stanare uno per uno gli utenti proprietari dei file torrent, un lavoro infinitesimale e ai limiti del possibile, che non potrà mai dirsi veramente compiuto. 

Sampson e il suo socio hanno avuto l'idea di aprire Aurous dopo aver sviluppato un motore di ricerca "intelligente" per i torrent, che (come Google) eliminasse dai risultati tutti quei link non rilevanti ai fini della ricerca. Negli scorsi mesi, i due hanno avuto anche il coraggio di lanciare una campagna di crowdfunding per lanciare la piattaforma, ma è stata chiaramente interrotta da Indiegogo, che ha restituito agli investitori i soldi fin quel momento raccolti. 

(Uno screenshot della futura piattaforma, molto simile a Spotify)

Se Popcorn Time sta rovinando il mercato a siti come Netflix (disponibile in Italia dal 22 ottobre), Aurous è una minaccia concreta per servizi come Spotify e altri. In molti si aspettano che provocherà danni più ampi di quelli generati da Napster, Kazaa, Limewire e Grooveshark messi insieme. In più Aurous potrà sfruttare a suo vantaggio l'Online Copyright Infringement Liability Limitation Act, che limita le responsabilità degli Online Service Provider e degli altri intermediari che operano su Internet, difendendosi della accuse di violazione copyright e diventando un archivio di musica illimitato e inarrestabile (esattamente come succede su YouTube con i brani musicali caricati come video).

Il sito di Aurous è già online a questo indirizzo, dove si può leggere che tra le varie funzioni della piattaforma ci sarà anche quella di importare tutte le nostre playlist già esistenti su altri servizi come Spotify, Pandora, YouTube etc, oltre a poterne creare di nuove. In più, si potrà caricare la propria libreria musicale offline, e si avrà a disposizione un sistema incorporato di ricerca e correzione per evitare di lasciare file con nomi strani o errati, o album senza copertina. Sarà inoltre completamente customizzabile (a patto di saperne qualcosa di CSS) e aperto ai plugin e correzioni dei programmatori di tutto il mondo.

Il 10 ottobre è vicino, staremo a vedere che succede.

via

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L'articolo Aurous, il software illegale che potrebbe far crollare il mercato discografico è apparso su Rockit.it il 02/10/2015 11:59

Tag: streaming - tecnologia - diritto d'autore

Commenti (4)
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  • Hellfo 02/10/2015 ore 14:33

    Bah, dubito che funzionerà a dovere, basandosi sui torrent. Vedremo.

    > rispondi a @hell.fo.3
  • niegazowana 02/10/2015 ore 14:44

    Popcorn time si basa sui torrent e funziona benissimo.

    > rispondi a @niegazowana
  • Francesco Sireno 02/10/2015 ore 15:57

    Tutto finito

    > rispondi a @fsireno
  • Alcuno Verdi 04/10/2015 ore 14:00

    Personalmente non mi attira. Se ho bisogno di musica trovo tutto su Youtube.

    > rispondi a @alternativo601
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