Baustelle a Milano, ultima data del tour

03/09/2008

Si conclude il prossimo 15 settembre al Palasharp di Milano il tour promozionale di “Amen”, l’ultimo disco dei Baustelle. Francesco Bianconi e soci saranno ospiti della Festa Dell’Unità per dare a tutti i loro fan un’ultima possibilità di vederli dal vivo dopo una serie di oltre 50 date sold out in tutta Italia.

Per info:
www.baustelle.it

Commenti (1)

  • gennaro bottone 14/10/2008 ore 10:17 @shantaram

    abstract di un concerto

    “04\04\2008
    Latrati al cielo notturno". "Fili di luce e ululare di cani". "Abbaiare elettrico incastonato in trame di gomma blu".Qui, adesso, in questo momento. Si capisce dal classico odore di teen spirit, quel misto di sudore e voglia che si respira nella casa della musica di Napoli, colma di corpi ed emozioni in movimento. I Baustelle sono ormai dentro il tempo presente. Prodotto perfetto. Figli del mercato libero e delle stelle. Attaccano con ritmi che scuotono e trascinano cori improbabili e perfetti. Capita quando le parole entrano in testa da sole ondeggiando tra gli angoli più nascosti. Volente o nolente. Tra le malinconie indistruttibili, trasformate in rabbia surreale e disincanto.
    Siamo alieni. Siamo vittime e carnefici di un ritornello killer. Pop. Atmosfere "vagamente psichedeliche", sentori di "alcolici andati a male", pezzi come dediche sul filo dei ricordi, "per quando ti ho fatta male, quel pomeriggio un anno fa". Poi le assenze, i vuoti di memoria e di pensieri, scene di borghesia, vecchi telefilm di un investigatore "che ci deduce l’anima". Ma "la catastrofe è inevitabile", e il pubblico lo sa. Così copre le voci sull’onda anomala dove scivola Charlie. Quello che non vuole crescere, esorcizzando il nulla, canticchiando una "canzone che fa da sottofondo all’indecifrabile". In realtà questo concerto non esiste. E’ solo "gomma", fumo di "venti sigarette", effetto collaterale di un attacco country di panico, una "preghiera contro l’inquietudine" condivisa nel folle aprile 2008. L’aria è satura di risa, "senza ansiolitici o xanax". Tanto siamo "sangue destinato a seccare", e forse "vivere non è possibile". Pace, amen, musica inesistente. "Vivere per sempre. Ci vuole coraggio". Tutti d’accordo. La strofa mi consiglia, "datti al giardinaggio dei fiori del male". Resto stralunato. "E’ necessario vivere. All’infinito tendere. Ricordati Baudelaire". Baudelaire. E’ così che si chiama questo pezzo. "E’ necessario scrivere". "Con una bic profumata da attrice bruciata".
    La gente balla, salta, fa il girotondo. E canta. Sono stranito, perplesso, e non riesco a togliermi questo sorriso inerme dalla faccia. Quando mi dicono ti va ascoltare i Baustelle? Sono qui vicino!!! O quando i ragazzi cantano di Charlie al concerto dei Subsonica o ancora quando danzano sul suo surf in mezzo alle tammorre di una festa popolare, c’è poco da fare. Magari sono anche in tv. In onda su una immaginaria radio dove si abbaia alla notte. E dove "Baustelle" non significa "Cantiere". Ma favola di una vita semplicemente vissuta…
    Così andremo via, come "lucertole nel sole". Amen.”

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