Dopo Thom Yorke e David Byrne, tocca a Beck pronunciarsi contro Spotify. E il motivo è sempre quello: i soldi.
Come riportato da Soundsblog, Beck ha dichiarato che «quello che mi paga Spotify non basta nemmeno per pagare i musicisti che suonano con me, né la gente che lavora ai dischi. In ogni caso questo modello non funziona, perché non possiamo immaginare che le persone ci aiutino a fare dischi gratuitamente o che costino meno».
Oltre a questo aspetto, Beck ha affrontato anche il problema della qualità sonora, considerata bassissima: «Credo comunque che la cosa più triste dello streaming sia proprio la qualità del suono. Ho parlato con molti musicisti e ingegneri del suono di questo, e quando metti a confronto le due cose è impressionante: è come se guardassi “Quarto Potere” sul cellulare. Questo è quello che sta ascoltando la gente!».
Yorke, Byrne e Beck, tre artisti che sono anche icone di un certo modo di intendere la musica, tre bocciature complete per Spotify.
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L'articolo Spotify, anche Beck contro lo streaming di Redazione è apparso su Rockit.it il 2013-11-18 12:53:31
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