Arriva a Bologna il biglietto sospeso per chi non può permettersi un concerto

Binario 69, foto via FacebookBinario 69, foto via Facebook
18/12/2017 12:01 di

Dopo il caffè, arriva anche il biglietto sospeso: al Binario69, locale di Bologna situato in via de’Carracci 69/7, zona Bolognina, sarà possibile lasciare un ingresso pagato (o una parte) destinato a chi non può permettersi di acquistarlo. Il locale, gestito da tre ragazzi, è il primo in Italia ad adottare questa pratica. “La musica, soprattutto quella buona, ha un costo ed ogni artista deve essere pagato, ma il jazz, il rock, l’hip-pop non sono prodotti da vendere, devono essere una possibilità per tutti”, dichiara Angelo Cagnazzi, gestore del locale insieme a Roberto Peroni e Luca Ferrara.

Il prezzo per le serate al Binario69 è davvero basso, in media tra i due e i quattro euro, ma comunque l’idea di base è che nessuno debba rimanere fuori. Nel club affiliato Arci, sono molti gli artisti ad essersi esibiti negli ultimi mesi, soprattutto jazz, genere che spesso viene considerato per un pubblico di fascia alta e non propriamente giovane e che invece i ragazzi del Binario69 vogliono portare a un livello più popolare: tra gli altri Carlo Atti, uno dei massimi esponenti italiani del sax tenore, Guglielmo Pagnozzi, sassofonista e clarinettista torinese e ancora Nicholas Williams Trio, Kalifà Kone Ensemble, Tom Kirkpatrick Trio, Laino & Broken Seeds, Aabu e Youth Boot. Presto, oltre ai concerti, ci saranno appuntamenti dedicati al teatro e una stazione radio.

Il Binario69 è sede dell’associazione Ozono Factory, che si occupa di progettazione di festival, progetti ad alto impatto sociale e laboratori artistici, e il locale ha un bancone di mensole riciclate trovate in un vecchio negozio di caramelle, come pure riciclate sono le luci, mentre nel bagno c’è un piccolo jukebox trovato al mercato di Piazza Grande (l’associazione bolognese che aiuta i senza tetto): “Siamo in piena Bolognina, lontano dal centro e da un certo tipo di locali che oggi vanno per la maggiore”, affermano i ragazzi, “Qui la gente si sente a casa: non c’è bisogno di avere una maschera. Il più bel complimento? Chi mi ha detto che il Binario ha già un’anima tutta sua e sembra sia sempre stato qui. In realtà prima c’era un bar diurno, e ancora prima un night, e ora da poco ci siamo anche noi”.

 

(via)

Tag: curiosità concerti

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