Bocciato l'emendamento Fava, si ferma il SOPA italiano

L'onorevole Gianni Fava (Lega Nord)L'onorevole Gianni Fava (Lega Nord)
02/02/2012

La minaccia era emersa nei convulsi giorni intorno al 20 gennaio. I giorni, per intenderci, che avevano visto - a distanza di poche ore - la chiusura di Megaupload e Megavideo e il sostanziale stop alla proposta di legge americana SOPA, che avrebbe dato una pesante stretta alla comunicazione online, con forti rischi di censura.

In quello scenario sorprendente e di grande cambiamento, si era inserito l'emendamento Fava, ovvero una proposta di un deputato della Lega Nord che non solo si metteva in scia all'ormai defunto SOPA, ma ne estremizzava i tratti censori.

Da subito, è partita la protesta, che non si è limitata a rimanere online. Tutti i partiti che sostengono il governo Monti, con l'aggiunta dell'Italia dei Valori, hanno infatti presentato sei emendamenti soppressivi dell'emendamento Fava, che è stato quindi cassato a larghissima maggioranza (365 voti a favore della cancellazione, 57 contrari, 14 astenuti).

Ovviamente si tratta di un risultato importante, ma non si può non sottolineare come, in Italia, il rapporto tra politica e Internet sia sempre legato a misure repressive, emendamenti da combattere, regolamenti che fanno gridare allo scandalo.

Tag: sopa

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