Il Bollettino di venerdì 22 aprile

Le migliori uscite della settimana scelte dalla redazione di Rockit

Il Bollettino della settimana #16
Il Bollettino della settimana #16

Dall'attesissimissimo ritorno di Alan Sorrenti, che sarà protagonista al MI AMI a fine maggio, alla melodia spezzata di Caterina Barbieri, da un Alessandro Fiori perso nel bosco col nostro disco della settimana ai rimandi latini dell'incontro tra Fuera e Bluem, passando per Indian Wells, Sina, Zona MC e SPZ. E ancora Svegliaginevra, Tredici Pietro, Giuse The Lizia con Memento, Willie Peyote e tantissimi altri nel nostro bollettino del venerdì.

Alan Sorrenti – Giovani per sempre

"La vita è adesso, la vita è qui". Sembra che non sia invecchiato di un giorno Alan Sorrenti, col suo falsetto sornione che cresce su di un groove vorticoso: Giovani per sempre è il suo ritorno con lo zampino di Ceri alla produzione, per farci ballare per "ancora un po' di eternità".

Almamegretta – Figlio

Una ballad mediterranea ed elettronica, dall'incedere tenebroso e che racconta la storia di una "anima migrante" come loro. Figlio è il continuo movimento dei popoli in cerca di un punto fisso, di una casa al sicuro lontana da guerre e catastrofi, che prende forma in una poderosa onda dub.

Bartolini – Forever

Marciume californiano, indie rock languido, ritornello bruciante e sfacciato dove la voce finisce per spegnersi rassegnata. Il Forever di Bartolini è una serie di polaroid del passato che pulsano vivide nella sua testa, cercando di dare un senso a momenti difficili che ancora oggi tornano a fare capolino.

Caterina Barbieri – Broken Melody

Melodia spezzata come una quotidianità che viene rivoltata da un giorno all'altro, senza preavviso, gettandoci in uno sconforto da cui sembra impossibile uscire. Il nuovo progetto di Caterina Barbieri si annuncia con un singolo fatto di paure tremolanti e accelerati arpeggi elettronici, dove la deflagrazione dell'inquietudine sembra sempre imminente ma non arriva mai.

Fuera, Bluem – Considerando

Pensieri, lunghi ragionamenti, stralci di poesie e soliloqui che si fanno sussurri si alternano in un morbido tango permeato di elettronica. Gli scambi tra Fuera e Bluem scorrono nello svolgersi incessante dei sogni per risvegliare una salvifica curiosità a cui aggrapparsi.

Indian Wells – Calabrian Woods

Foreste che si animano, pulsano, bruciano e urlano nell'immobilità della notte. Sono queste le Calabrian Woods di Indian Wells, paesaggi multiformi che si evolvono in un processo di mutamento costante, come a rappresentare i turbamenti che scuotono l'animo senza che ci sia modo di placarli.

Sina – Vortici

È un pop raffinato quello di Sina, avvolto da una patina urban che luccica e scosso dalla sua flebile voce roca. Vortici sono i suoi ultimi due anni, frutto di grandi riflessioni nei suoi rapporti interpersonali, per abbattere gli istinti più tossici e aprire le porte delle proprie emozioni.

Disco della settimana: Alessandro Fiori – Mi sono perso nel bosco

Qualcosa è finito e ha lasciato un segno deciso. Il nuovo disco di Alessandro Fiori è composto dalle tracce residue di questo segno, nenie del giorno dopo che servono ad assorbire un dolore latente, ricche negli arrangiamenti e tragicomiche e, soprattutto, romantiche nei versi. 

Dischi

Ave Quasàr – AQ: Il duo Ave Quasàr plasma la loro musica in un organismo disgregato, tra elettronica e alternative anni '90, per rappresentare al meglio il proprio mondo interiore.

Bye Bye Cachi – Provincia boy: Un’adolescenza passata in provincia intesa e descritta come una realtà ingombrante, che riprende vita in 4 tracce di pop malinconico con vaghi accenni r'n'b e hip hop.

Grigio Scarlatto – T9: L'indie pop dei Grigio Scarlatto si innalza dolcemente su 4 tracce con picchi funk e dream pop, per scacciare gli ultimi residui pandemici dentro di noi.

La Trappola di Dalian – Oltre il click: Un sound grezzo e figlio dei Prozac+ fa da traino a La trappola di Dalian, le cui canzoni si fanno specchio di situazioni vissute di disagio, sconforto e inadeguatezza.

Marsali – Bouganville: Il cantautorato di Marsali viene avvolto da un morbido e ondeggiante pop, per far filtrare una luce purificatrice in mezzo al caos urbano.

Material Fields – Material Fields: Lorenzo Pasini dei Pinguini Tattici Nucleari svela la sua biografia musicale di quest'ultimo periodo, realizzando un vivo incrocio tra prog rock, industrial, grunge e il più ricercato pop contemporaneo.

Naddei, Sabrina Rocchi – Ripensandoci: Un omaggio alla voce di Jula De Palma, protagonista spesso lasciata in secondo piano tra gli anni '50 e '70 della musica italiana, per riscoprire e celebrare il suo ricco repertorio.

Pitch3s – Δόξα: I Pitch3s indagano la psiche umana con un'elettronica cerebrale e penetrante, ricca di interrogativi e con l'intento di aprire strade e ponti tra individui ai capi più distanti del mondo, ma tutti uniti in un'emotività comune.

Sebastiano De Gennaro – Musica razionale: L'ambiziosa ricerca di Sebastiano De Gennaro sconfina nella scienza pura, declinando 6 fenomeni matematici in assurde composizioni dalla logica ferrea.

St Luca Spenish – Sensation: Il producer palermitano va a scavare nelle sue radici hip hop in un disco strumentale ricco di contaminazioni, dal jazz al trip hop.

Svegliaginevra – Pensieri sparsi sulla tangenziale: La voce di Svegliaginevra è un sussurro che scorre veloce lungo i chilometri di strade tortuose, qua affiancata da vari feat come Cmqmartina, Zero Assoluto e Cimini.

Tredici Pietro – Solito posto, soliti guai: Terzo disco per Tredici Pietro, dove i brani di X questa notte vengono affiancati da due inediti e dal singolone Come se fossi andato via.

Zona MC – Storia della RAPubblica (1943-1953) - I veri anni di piombo: Zona indaga la storia italiana dalla Resistenza a oggi, soffermandosi in particolare sull’esperienza delle classi lavoratrici e dei partigiani, attraverso 5 tracce di rap old school.

Singoli

Ama Dee – Out Of My Safe Zone: Un titolo che è una dichiarazione di intenti per Ama Dee, nel tentativo di spingere i confini del suo pop verso territori soul, r'n'b, funk e indie con la sua ammaliante voce.

Assurditè – 1000 parole: Le 1000 parole di Assurditè sono quelle sprecate da chi ha bisogno disperato di essere compresa senza riuscirci, quando basterebbe un orecchio teso dall'altra parte.

Battista – Mangiala: Battista descrive la nostra misera condizione umana nella complessità del mondo contemporaneo, con suoni sporchi e nella maniera più greve possibile, proprio per mostrare il paradosso tra l'interconnessione e l'azzeramento dell'empatia.

Colla Zio, Selton – Chiara: Due modi di vivere e raccontare Milano, due generazioni di musicisti, due storie artistiche che si intrecciano e si fondono in una canzone alla fine di un amore, per trovare la forza di reagire.

Darrn – Ginepro: Il dialogo interiore di Darrn sgorga su una strumentale di terapeutico pop elettronico, dove emerge una nuova consapevolezza verso gli errori commessi in passato.

Denoise – AccelerareAccelerare per rallentrare. Le forme libere dei Denoise corrono delicate su ritmiche house e nu jazz, per scappare dalle incombenze della contemporaneità.

Diora Madama – Bill Killed: Diora Madama affronta il tema del gaslighting ispirandosi al quasi omonimo cult movie di Tarantino, in un singolo dalle ansimanti tinte fosche.

Diplomatico e Collettivo Ninco Nanco – INE: L'indignazione per lo sfruttamento petrolifero della Puglia, in un omertoso silenzio generale, vomita rabbia in mezzo a un'atmosfera apparentemente festosa.

Gaube – Confini: La nuova canzone dello psych rocker toscano è onirica e allucinata, in una parola: bellissima. Non vediamo l’ora di chiudere gli occhi e lasciarci trasportare dai suoi trip sonori al MI AMI 2022

Gianluca Grignani – A Long Goodbye: Gianluca Grignani sfoga il dolore per una lacerante separazione in una ballata sofferta, manipolata da deviazioni elettroniche e guidato da una indomabile chitarra blues rock.

Giuse The Lizia, Memento – Il brutto del mondo: Con un valzer r'n'b che sembra fuoriuscire dai fumi di un buio club jazz Giuse The Lizia incrociano le loro voci e i loro drammi, dove solo l'amore è la salvezza da inseguire.

Leanò – Cicale: Brano dedicato a una generazione in bilico e soggiogata da tutta una serie di imperativi non applicabili, tremolante e fragile come il mondo che racconta.

L'elfo, Niko Pandetta – Elefantino: L'omaggio alla loro Catania da parte de L'elfo e Niko Pandetta, con un rap dialettale cupo e pronto a scuotere i marciapiedi della città.

Malakay – Higher Love: Malakay canta l’amore giocando con il doppio significato di "Higher", mentre tutto attorno si alternano sample gospel, strofe serrate, ritmica trap e atmosfere dilatate.

Mammaliturchi – Camilo: Con una Santiago in rivolta sullo sfondo, Mammaliturchi canta la tragica storia del giovane Catrillanca, ucciso dalla polizia durante una manifestazione, in un singolo rabbioso e dolce al tempo stesso.

Management – Multiculti supermarket: Quando l'odio è il mercato più in salute del nostro presente, i Management ci invitano a ballare per ribaltare questa realtà fino a farne crollare le fondamenta.

Matteo Alieno – Giungla: Chitarre ruggenti, atmosfere distorte, trombe squillanti dettano le pulsazioni urbane di una vita che sembra sempre più essere una giungla.

Nava – Gaz: Nava prende un dolce della tradizione iraniana come metafora degli ostacoli della vita, tra la durezza dell'affrontarli e il sollievo nel trovarsi ad averli superati, in un ipnotico brano tra elettronica e musica tradizionale.

Palma De Majorca – Molloy: Le strutture sfaldate di Palma De Majorca si appoggiano su un corposo basso come unico appiglio, per raccontare una quotidianità criptica e indecifrabile.

Picciotto – Miracoli (feat. Bruna), Bimbi: Due brani speculari come Yin e Yang, specchio dell'album che sarà, in un contrasto ardente tra disillusione e speranza.

Post Nebbia – Cristallo metallo: Un inno al ritrovo della completezza attraverso il sacrificio, giocarsi quasi tutto per raggiungere un obiettivo più grande di noi, dove permane l'ambiguità di cosa effettivamente sia.

Qualunque, I Le Lucertole – Ti ho vista ieri sera: L'alba dei 30 anni e quel sentirsi incapaci di essere adulti, dove la prospettiva di Qualunque trova un appoggio in quella de I Le Lucertole.

SPZ – Sottomarini: Una lotta con con gli stereotipi delle buone maniere con la pressione sociale che sale, il tutto visto da un sottomarino sommerso in cui il respiro è corto e affannato.

Willie Peyote, Godblesscomputers – La colpa al vento: Su una sontuosa produzione di Godblesscomputers Willie sfoga la frustrazione per un'occasione sfuggita dalle mani, dove le responsabilità si scaricano sulle folate di vento e non su sé stessi.

Yaraki – Piena di energia: Un inno all'azione, un'esplosione di forza che si snoda in un rap realista e istintivo, dal sound fluido che mischia la trap più sporca e cruda all'r'n'b.

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L'articolo Il Bollettino di venerdì 22 aprile di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2022-04-22 10:00:00

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