Il Bollettino di venerdì 7 maggio

Le migliori uscite della settimana scelte dalla redazione di Rockit

Il Bollettino della settimana #18
Il Bollettino della settimana #18

Ritorni importanti in questo venerdì: da Exuvia di Caparezza a Paesaggio dopo la battaglia di Vasco Brondi, che ieri vi abbiamo raccontato in anteprima su Facebook e Twitch con il nostro nuovo format Prima, ma anche i Bachi da pietra con la nuova formazione , Tricarico e TY1. Una lotta serrata per il disco della settimana, in cui alla fine a spuntarla è il progetto di Alessandro Baronciani, Quando tutto diventò blu. Ce ne parlerà lui stesso questo pomeriggio con Ilariuni per Casual Friday, il nostro appuntamento in diretta su Twitch dalle 16:30 alle 18. Oltre a loro ci saranno Maggio, fresco del suo ottimo esordio, e i Tonno, che anticipano un nuovo album ricco di feat con il singolo Minicanzoni, realizzato assieme ai Giallorenzo

Ariete - L'ultima notte

Il nuovo singolo di Ariete, scritto appositamente per la nuova stagione della serie Summertime, coglie quel senso di malinconia da fine estate con un senso di leggiadra spensieratezza. La nostalgia per qualcosa di bello che sta scivolando via, senza che possiamo impedire che scappi del tutto.

Bachi da pietra – Reset

Nuova formazione, nuova etichetta, nuovo inizio. La crepuscolare liturgia di Reset segna il ritorno dei Bachi come trio, un disco meno feroce e più introspettivo, che ruota attorno alla figura del musicista e in cui brilla l'implacabile penna di Giovanni Succi.

Vasco Brondi – Paesaggio dopo la battaglia

Mettendoci nome e cognome per la prima volta, Vasco Brondi si trova a ricostruire sulle macerie di questi tempi incerti, ad affrontare un oceano di incertezze con flussi di coscienza che si aggrappano all'animo e che cercano risposte tanto nelle nostre radici quanto in un futuro imperscrutabile.

Cactus? – Track 1

I Cactus? ci hanno abituato a saper cambiare direzione in maniera repentina: Track 1, che anticipa l'ep One More Final, è la svolta hyperpop del trio veneto, un concentrato nu rave per riaffermare il loro credo: "Nessuna regola, nessuna forma".

Caparezza – Exuvia

Con l'ottavo disco della sua carriera, Caparezza fa pace con il proprio passato. In Exuvia c'è tutto il suo percorso artistico, compresa l'infausta parentesi Mikimix, e ne rivendica ogni passaggio, anche ciò che sembra non appartenergli più, perché sono tutti tasselli di un percorso che lo hanno reso ciò che è ora.

Iside – Anatomia cristallo

Il primo album del quartetto bergamasco è un manifesto sul cambiamento: 14 brani in continua evoluzione, capaci di cambiare faccia da un momento all'altro, in cui ci si districa tra amori finiti male, paranoie, ansie e la paura di crescere.

Maggio - Nel mentre (lato  A)

Maggio non ha paura di fare rap con genuina fragilità: Nel mentre (lato A) racconta le debolezze con lucidità, indaga sulla crescita personale e sulle relazioni prendendo una strada diversa in ogni canzone. Un’autoanalisi sincera, su strumentali altrettanto emozionali, sospese tra i lunghi riverberi di chitarra.

Disco della settimana: Quando tutto diventò blu – Quando tutto diventò blu

La bellezza di quando tutto diventò blu risiede proprio nella sintesi cromatica che la musica riesce a rendere, racchiudendo in ogni brano la totalità del racconto, e declinandone le diverse sfumature emotive. Un tuffo lungo quasi mezz’ora in cui trattenere il fiato, quasi fino a rimanere senza.

Dischi

Alsogood – Life's Beautiful: Ritmiche hip hop non quantizzate si intrecciano ad armonie jazz ed episodi lo fi, fino a passaggi quasi sperimentali.

BornaJeans – Lady Routine: Gli anni '80 di Alice, Giuni Russo, ma anche Prince e Matia Bazar, per esplorare il quotidiano di una trentenne nel suo appartamento milanese.

Cannella – Ore piccole: Mentre la città dormiva, Cannella ha passato le notti chiuso in casa cercando di scappare via con l’immaginazione, sognando isole fiorite e spiagge in festa, o ricordando con romanticismo una Roma dalla vivacità caotica ormai perduta.

Federico Fabi – C'eravamo quasi: Il primo disco del cantautore romano unisce la passione per l’estetica vintage, sonorità retrò e l’essenzialità nei testi e negli arrangiamenti.

Il Disordine delle Cose – Proprio adesso che ci stavamo divertendo: Un disco solare, distintivo e rassicurante, tra sintetizzatori, quartetti d’archi e pianoforti bagnati d’effetti.

Lena A – Nuove stanze: Un disco incentrato sull'identità, sull'io e su quanto sia necessario imparare a conoscersi per vivere tra la folla senza disperdersi.

Maltus – Flash: Ispirato da Damon Albarn, The Weeknd e Mark Ronson, Flash è un concentrato di riferimenti alla cultura pop, in cui emergono le due anime di Maltus.

Piccolo – Amaranto: Una delle menti del bnkr44, Piccolo condensa le sue visioni post adolescenziali in 7 tracce dal sapore agrodolce.

Sheng – Morire leggenda: Tra rime di piombo e ritornelli più leggeri, Sheng parla con la consapevolezza di un veterano, nonostante sia al suo esordio

Federico Stabile – Palermo city blues: Un breve manifesto funk siciliano, cantato in dialetto e con protagonista assoluta la città di Palermo.

The Andre – Evoluzione: 4 tracce in cui si analizza con sarcasmo il tema dell’evoluzione, che sia artistica, biologica o musicale, passando attraverso personaggi illustri della letteratura mondiale.

Tricarico – Amore dillo senza ridere ma non troppo seriamente: L’ottavo disco di Tricarico, come suggerisce il titolo, si pone in maniera obliqua tra ironia e romanticismo. Da segnalare la presenza di Francesco De Gregori nella seconda traccia del disco, A Milano non c’è il mare.

TY1 – Djungle: TY1 torna sulla scena da protagonista con un disco densissimo. 24 ospiti che alternano pesi massimi della scena, come Guè, Marra e Noyz, con nuovi fenomeni come Taxi B e Touché. In mezzo c’è chiunque, da Neffa a Myss Keta, da Ketama126 a Ernia, perfino i Tiromancino.

Wabeesabee – Muktada: l’insonnia, l’amore, l’ossessione, il disagio, il rapporto con noi stessi e con le altre persone si incrociano su suoni neo-soul, chill, latin-pop, musica lounge e classic rock, mostrando tutta la versatilità dei Wabeesabee.

Singoli

Alessio Alba – Ah ha: L’imbarazzo dei primi incontri e la difficoltà del non sapere cosa dire si mischiano al pop anni ’80, in un brano dove a vincere è la spensieratezza.

Altre di B, Lo Stato Sociale – Lungomare: 5 anni dopo Campetto, gli Altre di B pubblicano un nuovo singolo assieme a Lo Stato Sociale: questa volta si tratta di una bossanova acida straniante ma ammaliante, caotica ma rassicurante, vitale ma malinconica.

Bleu Smith, Rokas – Maledetta paranoia: Un confronto con se stessi per poi essere in grado di confortarsi, facendo luce e affrontando i pensieri negativi che spesso giocano con le nostre insicurezze.

 

Canzoniere grecanico salentino – Balla Nina: Un potente inno alla vita, in cui ciò che muore e ciò che nasce sono uniti nella stessa danza.

Clairdemilune – Dietro le spalle: Il fotogramma di un momento di leggerezza, dove non c’è bisogno di parlarsi per capirsi o per amarsi.

Claudym – Tempo: Un brano su tutti quei rapporti non vissuti fino in fondo per paure o questioni irrisolte, che si rimandano all'infinito fino a quando non ci si rende conto che non si ha più tempo a disposizione.

Giaime – Soli: Soli racconta il misto di indifferenza e rabbia che caratterizza il finale di un amore tormentato, in cui ogni tentativo fatto per allontanarsi alla fine porta sempre al pensiero dell’altra persona.

Giunta – Per voi: Barre secche e veloci dedicate agli amici, tutti quelli che ci sono sempre stati, senza i quali Giunta non avrebbe mai trovato la forza per seguire la musica.

Hearts Apart – Lonely Days: Terzo singolo in attesa del nuovo album, in cui si affronta il tema delle relazioni a distanza con rimane l'animo garage punk, anche se con una punta di tristezza.

Hell on Mask – Mumble No 5: Una discesa nel Maelström dell'hip hop, tra basi cangianti e dissing spigolosi, in cui l'unico salvagente fornito sono proprio le note amiche di Mambo No. 5.

Keyra – Ansia: Dalle ceneri di una storia d’amore, l’artista salernitana trasforma in arte le proprie insicurezze, con rinnovato orgoglio e serenità.

Chris Lavoro – In giro: Un inno al movimento a impatto zero, registrato e suonato usando energie rinnovabili, trainato da un’incessante ritmica funk.

Menomale – Luna Park: Menomale traduce in musica la sensazione di non riuscire a raggiungere qualcosa, quando ci si sente ad un passo dal traguardo ma senza riuscire a tagliarlo.

Mobrici – La fineLa fine nasce dallo scioglimento dei Canova e racconta le difficoltà di trovarsi a continuare un percorso senza i compagni di sempre. 

Mombao – Fresh Silk: Da vecchie poesie riadattate per l'occasione, Fresh Silk si snoda in uno schizofrenico singolo, sospeso tra cori ancestrali e una batteria nevrotica.

ndrskillz – Vivi: Amori tossici e situazioni crude hanno dato vita ad un brano che lascia spazio alle
emozioni più latenti, finalmente libere di esplodere.

Persimale – Amore non piangere: Il trio dei Persimale riporta alla luce una storia trascurata in una Roma occupata, tra il 1943 e il 1944, e di un amore spezzato prima del tempo.

Piccoli Bigfoot – Prima gli immigrati: Slogan improbabili e stravolti in un nuovo manifesto politico-musicale di un cantautore folk punk di provincia.

Jack Savoretti – Who's Hurting Who: Assieme al leggendario Nile Rodgers, Jack Savoretti si getta di testa in un groove trascinante tra funk, pop e dance anni ’70.

Santo – Para: Un salto dentro le insicurezze di Santo, in cui sentirsi totalmente disorientati e preda del delirio di un beat martellante.

Sayanbull – Sayanbull: Sayanbull celebra l'ingresso un major con un brano violentissimo, in cui spacca la traccia in meno di due minuti.

Tonno, Giallorenzo – Minicanzoni: I Tonno ritornano con la prima di una serie di collaborazioni: i primi a essere coinvolti sono i cugini lombardi dei Giallorenzo, con cui trovano il giusto compromesso tra low-fi, rock, cyber punk e noise pop.

Tutti Fenomeni – Faccia tosta: Nel suo ultimo singolo, l'obliqua forma di lol rap di Tutti Fenomeni fa trasparire anche una consapevole paranoia, tra inadeguatezza e nausea verso ciò che ci circonda.

Mario Venuti – Ma che freddo fa: Mario Venuti reinterpreta il leggendario brano del 1969 che ha portato Nada al successo, trasformandolo in una coinvolgente samba.

Vhelade – Pas D’Excuse: La musicista afrosarda ritorna con un brano scritto in francese e in inglese, in un incrocio tra elettronica, trap e r’n’b.

Yet to Come – Any Word: In un marasma di luci e ombre, di ferite aperte ma anche di sogni di spensieratezza, prende forma un flusso di coscienza quanto mai orecchiabile e ballabile.

Young Slash, Elams – Utri 13: Un viaggio da Genova a Marsiglia che mira a unire la cultura italiana e quella francese, sia dal punto di vista musicale che sociale.

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L'articolo Il Bollettino di venerdì 7 maggio di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2021-05-07 10:00:00

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