È stato inventato il terzo braccio robot per batteristi

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18/02/2016 11:01 di

Vi abbiamo già spiegato in più occasioni come uno degli sviluppi più interessanti nell’ambito degli strumenti musicali sia l’invenzione di dispositivi che il musicista possa direttamente indossare: a partire dai piccoli controller midi inseriti tra i vestiti, fino a giacche che modulino il suono in base ai movimenti del musicista. Parallelamente abbiamo anche visto come tutta una serie di artisti si stia appassionando alla creazione di robot in grado di suonare autonomamente uno strumento acustico, o addirittura in grado di registrare un intero disco.

I ricercatori del Georgia Institute of Technology hanno fatto un passo avanti: hanno creato un braccio robotico che, se collegato alla spalla di un batterista, è in grado di suonare a tempo insieme a lui. A capo del progetto c’è Gil Weinberg, il direttore del Center for Music Technology, che così ha commentato: “Si tratta di aggiungere un tipo di elemento robotico altamente intelligente e facilmente indossabile. Può far provare al musicista un’esperienza decisamente più ricca a livello creativo, consentendogli di suonare molti più tamburi con un tipo di virtuosismo altrimenti impensabile”.

Il funzionamento del braccio si basa su due principali caratteristiche: per prima cosa riconosce il tempo e la velocità di un ritmo e, di conseguenza, è in grado di improvvisare seguendo le accelerazioni o i rallentamenti della musica che sta ascoltando. In più ha una perfetta percezione dello spazio che gli permette di calibrare la distanza tra i vari tamburi anche se il batterista non rimane perfettamente fermo, anzi è in grado di registrare i suoi singoli movimenti e capire come seguirli in modo naturale e fluido.

Avere un dispositivo robotico collegato al tuo corpo è un’esperienza completamente diversa dal semplice lavorare con un robot al proprio fianco” - spiega Weinberg - “La macchina impara a conoscere vostri movimenti e completa quello che state facendo. Diventerà una parte di voi”.



Come immaginerete, il progetto è ancora in fase di sperimentazione. Il passo successivo sarà quello di collegare il braccio ad un sistema che monitora l’attività cerebrale del musicista in modo che capisca immediatamente i movimenti a partire dal suo encefalogramma.

Ovviamente il progetto non nasce con il solo intento di creare batteristi a tre braccia: riuscire a coordinare un robot e fargli suonare un strumento così difficile come la batteria significa raggiungere un tale livello di precisione che potrebbe essere poi applicata poi in tanti altri campi, in primis quello chirurgico.

 

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Tag: tecnologia

Commenti (1)

  • Faustiko Murizzi 01/12/2016 ore 07:04 @faustiko

    Ci mancavano i batteristi dopati (si scherza).

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