Cagliari, e' morto Andrea Parodi (Tazenda)

17/10/2006

Aveva dato una voce inedita alla Sardegna. Ne aveva raccontato le tradizioni, le pulsazioni sotterranee, il profilo troppo spesso nascosto dalle foto da cartolina. Ne raccontava con poesia l'eterna oppressione e lo spirito mai domo. La fiera indipendenza. L'animo anarchico. La terra magica. Aveva sdoganato il sardo come lingua. Con i Tazenda - gruppo ancora oggi attivo senza molta verve - aveva vinto al Festival di Sanremo 1991 il Premio della Critica grazie al bellissimo brano ''Spunta la luna dal monte'', presentato con Angelo Bertoli. E quei sardi sembravano degli alieni per quel palco così ingiacchettato.

Da qualche tempo ormai, invece, Andrea Parodi cantava da solo. Si era separato dal gruppo da diversi anni, e ai riflettori aveva preferito una carriera da indipendente. Non gli piaceva cantare in playback e si sentiva un prodotto. Così, in solitario, aveva collaborato con Noa, Fabrizio De Andrè, Al di Meola, Mauro Pagani. Non gli piaceva la TV: di lui ricordiamo negli ultimi anni solo una recente e toccante apparizione da Maurizio Costanzo, nel quale raccontava la sua vita aprendosi come solo chi lecca ogni giorno il sapore della malattia può fare. Era irriconoscibile: non aveva più i capelli lunghi e lisci; era rasato e portava una folta barba. Aveva cantato, ovviamente. Aveva parlato della chemio. Del suo tumore inoperabile: "e in un certo senso è stato meglio così, almeno posso cantare".

Rockit l'aveva incontrato al MEI del 1999. "C'era lui che girava per gli stand" - ricorda Stefano Acty Rocco - "Lo vediamo e cominciamo a chiedere a tutti: 'oh, ma come si chiama il cantante dei Tazenda?'. Volevamo chiamarlo e chiedergli di fare una foto con la fanza. Chiedo a tutti, ma nessuno sa come si chiami, tutti dicono 'be'... è il cantante dei Tazenda...' Tutti lo conoscevano, ma nessuno si ricordava il nome. Ad un certo punto passa Omar Pedrini e gli chiedo come si chiama. E Omar: 'Eh... mmm... è il cantante dei Tazenda no?' 'Si, ma come si chiama?' E lui: "Mmm... aspetta... mmm... Andrea!". Allora lo chiamo 'Andreaaaaa'... lui arriva tutto sorridente, si mette in posa a fare la foto che c'è ancora nella scheda dei Tazenda. E si legge tutta la fanza". Non era un personaggio.

Proprio con i Tazenda si erano ritrovati questa estate, una reunion dopo tanti anni. Date, sei. Quelle che bastavano a sentire l'abbraccio della tanta gente attorno. I sardi (e non solo) non li hanno mai dimenticati. La prima a Porto Torres, dove Andrea era nato. Le altre poi in giro per la sua terra e in continente, e in una di questa i suoi compagni gli hanno cantato "La Cura" di Battiato. Mentre lui ascoltava. L'ultima risale invece al 22 settembre. Parodi era salito sul palco all'Anfiteatro romano di Cagliari. Aveva intonato "Desvelos", un brano breve e inteso fatto proprio per esaltare le sue doti canore. Poi una serie di classici: da "Carrasecare" a "Sa Festa", da "A sa zente" a "Non potho riposare", da "Disimparados" a "Pitzinnos in sa guerra" (nato da una collaborazione con Fabrizio De Andre'). Il finale, tra lunghi applausi, era stato dedicato a "Nanneddu meu" e ad una suggestiva versione vocale del "Deu te salvet Maria", l'Ave Maria in sardo.

Oggi, dopo essere entrato in coma da qualche giorno, è morto all'alba a Cagliari. Aveva scoperto d'avere un tumore un anno fa. Non aveva smesso di cantare, quando la chemio glielo permetteva. "Cento desideri miei, cento pentimenti, cento volte insieme a te. Mille e un giorno ancora qui, mille testamenti, mille volte insieme a te". Ciao Andrea. // Carlo Pastore

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