Chiudono Splinder e Google Wave

24/11/2011

C'è chi ha fatto il suo tempo e chi invece non c'è mai riuscito. Storie diverse, medesimo destino.

Si parla di Splinder, una delle piattaforme blog più usate fino a pochi anni fa, e di Wave, uno dei prodotti fallimentari presto dimenticati lanciati da Google in questi anni.

Per Splinder si tratta di un costante declino negli ultimi anni, che ha portato Dada, proprietaria del servizio, a deciderne l'eliminazione dal 31 gennaio 2012. Intervistato dal Post, l'amministratore delegato di Dada Claudio Corbetta ha dichiarato: «Dada nell’ultimo anno ha rifocalizzato la propria attività per concentrarsi esclusivamente su due business: Domini&Hosting e Performance Advertising. [...] Mantenere attiva la piattaforma richiede risorse e tempo e in questo momento in Dada dobbiamo concentrarci sulle nostre attività chiave. Inoltre gestire Splinder comporta anche essere responsabili nei confronti dell’esterno».

Nei giorni scorsi, erano montate in rete diverse polemiche sul fatto che centinaia di migliaia di utenti verrebbero lasciati a piedi, dopo anni di utilizzo della piattaforma. A questo proposito, Corbetta dic che «al momento gli iscritti realmente attivi su Splinder sono qualche migliaio. Le centinaia di migliaia di utenti di cui si è sentito parlare sono purtroppo inattivi da tempo. Dal 31 gennaio 2012 permetteremo a chi lo vuole di re-indirizzare il sottodominio del proprio blog ad un nuovo dominio scelto dall’utente. I contenuti saranno messi a disposizione dell’utente stesso in un file XML in modo che possa essere importato su una delle molteplici piattaforme gratuite o a pagamento presenti in Rete».

Ben diversa, invece, la vicenda di Google Wave. Lanciato con grandi aspettative a maggio 2009, aveva un obiettivo molto ambizioso: riunire in un unico servizio email e chat e, nei piani, dell'azienda, doveva essere la prima grande risposta a Facebook, ai tempi non ancora il fenomeno di oggi. Il flop fu immediato e meno di un anno dopo venne deciso lo stop al suo sviluppo. Ora arriva la chiusura totale. Destino simile a quello di Google Buzz, che non è nemmeno arrivato a toccare i due anni di vita. Su entrambi i servizi pesa ovviamente il lancio di Google +, al momento la migliore risposta a Facebook partorita dalla Grande G. Dopo i primi entusiasmi e il raggiungimento dei 50 milioni di iscritti, però, anche questo prodotto sembra essersi raffreddato. Saranno i prossimi mesi - e anni - a dare un giudizio definitivo.

Commenti (1)

  • Giulio Pons 24/11/2011 ore 23:16 @pons

    Google+ andrà avanti perchè big G ha necessita di quei contenuti (cioè del mondo social).
    Peccato per splinder. Ma dada non faceva anche musica?

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