Sigilli sul Circolo degli Artisti: la replica del locale

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17/03/2015 11:58 di

Avevamo dato ieri la notizia circa la chiusura dello storico locale romano Circolo Degli Artisti da parte della Procura di Roma. Oggi il management del Circolo risponde tramite la propria pagina Facebook per fare chiarezza sulla vicenda, e per spiegare che le accuse di interramento illecito di rifiuti, tra cui l'amianto, non c'entrano nulla con la più recente chiusura. Ecco la dichiarazione diffusa pochi minuti fa:

I sigilli posti oggi al Circolo Degli Artisti dalle autorità preposte non sono collegati in alcun modo al contenzioso tra il club ed il Comune di Roma, ma sono una decisione della Procura in relazione all’indagine che ci vede protagonisti da circa un anno.
È secondo noi una misura preventiva spropositata, infatti già da domani presenteremo ricorso a riguardo.
Ci teniamo anche a sottolineare, vista la mole di cose non vere o inesatte che stanno circolando da un anno almeno sia sui media che sui social network, che abbiamo già corrisposto al Comune di Roma il 30% dei 492mila euro (comprensivi di indennità d’uso arretrate, interessi legali, ed anni che sarebbero ormai prescritti) che dobbiamo secondo l’accordo stipulato tra le due parti.
Il Comune di Roma non ha riconosciuto all’interno di questo accordo i 500mila euro di lavori effettuati a nostre spese all’interno dell’area per renderla il luogo accogliente che oggi tutti voi conoscete.
Infine il termine morosità nel nostro caso è sbagliato, sarebbe corretto nel momento in cui avessimo deciso di non pagare deliberatamente, ma le indennità d’uso fino allo scorso anno non ci sono mai state chieste (nonostante nostre ripetute sollecitazioni a riguardo per regolare questa situazione) e non certo per nostra volontà.
Confidiamo che tutto si risolva nel minor tempo possibile, comunque sarà nostra premura tenervi aggiornati.

Riguardo l'accusa di interramento illecito di rifiuti: 

il sequestro di questa mattina non è collegato in alcun modo al ritrovamento dell'amianto avvenuto a settembre. Di questo sgradevole episodio chiediamo scusa a tutti voi, anche se l'intera responsabilità dell'accaduto è stata assunta dall'ex presidente Romano Cruciani con le sue dimissioni. In quella circostanza la procura sequestrò temporaneamente solo la zona che interessava il ritrovamento di amianto e non tutto il Circolo, valutandone la non pericolosità, in quanto l'amianto è dannoso per l'uomo se sbriciolato o comunque spezzato e poi inalato o diffuso nell'aria o nelle falde acquifere.
In questo caso specifico (parliamo di due lastre di un metro l'una circa), l'amianto era integro e reso inerte, in quanto sotterrato ed inglobato nel cemento armato e quindi, come dimostrato, innocuo per la salute umana. Una procedura sicura ma non conforme secondo le normative vigenti che comporterà una sanzione amministrativa.
Nessuno avrebbe mai messo a repentaglio la salute di nessuno, ma ci rendiamo conto che questa leggerezza commessa sarebbe stata evitabile, sia a livello mediatico - in quanto è stata usata poi in maniera strumentale e capziosa - e soprattutto per la nostra clientela che legittimamente si è allarmata non conoscendo i dettagli di questo episodio.

Tag: polemica

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