Club Tenco. Nei 60 c'erano più creativi

11/11/2010

Su La Stampa di oggi leggiamo un articolo, a firma di Andrea Scanzi, che col pretesto di presentare il Club Tenco di quest'anno, si pone una domanda: ha ancora senso questa manifestazione nel ruolo di talent-scout? Sì, solo se "saprà liberarsi di quegli stereotipi per cui la canzone colta è bella solo se annoia."
Eppure, a parte l'annosa (quanto scontata) questione sul rapporto tra canzone colta e noia, non ci pare che durante l'anno il Club Tenco lavori alacremente per presentare nomi nuovi su cui scommettere. Al contrario, svolge il classico compitino da "revisore dei conti", a certificare il lavoro di scouting a cui evidentemente assolvono altre realtà. Senza contare che l'opera di revisione è spesso e volentieri datata, perché se il risultato è quello di pubblicare una raccolta (ovviamente in cd, nel 2010...) intitolata "La leva cantautorale degli Anni Zero" - mancando, per fare un esempio, un nome eclatante come quello dei Non Voglio Che Clara (segnalati dallo stesso Scanzi tra gli assenti...) - forse gli organizzatori meriterebbero critiche più feroci.

Il punto è che, quando sui media se ne parla, si continua a rimestare su ciò che é stato anziché sfruttare lo spazio a disposizione per raccontare un po' più dettagliamente delle proposte che meritano attenzione; per cui si racconta ogni anno la stessa storia, gli stessi ospiti (alcuni coetanei di Tenco!) che si turnano, le polemiche per i finanziamenti delle giunte amiche/nemiche che mancano e via discorrendo. Come se non bastasse, si ritorna puntualmente sul fatto che "nei Sessanta era più facile essere creativi" (dove sta scritto?), e di fronte al "ricambio generazionale" si constata persino che "la musica d'autore paga uno dei grandi problemi italiani". Sorprendente, vero?

In fondo basterebbe andare a cercarsele le cose nuove, ma occorrono tempo, voglia e - suonerà retorico - una discreta propensione alle novità, tutte qualità lontane anni luce dall'organizzazione del Club Tenco. Però bisogna dirglielo, sfacciatamente, anche a costo di doversi pagare il buffet, suggerendogli inoltre che non basta inventarsi una nuova "targa" (o un'altra raccolta...) per sperare di assolvere al compito. Altrimenti c'è sempre Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana... // Faustiko

Commenti (12)

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  • Marco Villa 15/11/2010 ore 11:01 @quid

    per "questo posto", intendi quello che ogni anno organizza festival e manifestazioni che danno spazio (e palco) a decine e decine di nomi, mentre il Tenco considera ancora Morgan e la Consoli quali esponenti della nuova musica?

  • Faustiko Murizzi 15/11/2010 ore 11:10 @faustiko

    A parte che Marco Villa ti ha già risposto in maniera esauriente, ribadisco che quando fate le critiche (mi vanno benissimo...) sarebbe più costruttivo che facciate nomi e cognomi...

  • Faustiko Murizzi 15/11/2010 ore 11:34 @faustiko

    Per il MiOdi devi venire al mercoledì successivo... :]

  • pippo pluto 15/11/2010 ore 20:24 @rokkitt

    ci saro' ...:)

  • pippo pluto 15/11/2010 ore 20:29 @rokkitt

    per "questo posto", intendi quello che ogni anno organizza festival e manifestazioni che danno spazio (e palco) a decine e decine di nomi, mentre il Tenco considera ancora Morgan e la Consoli quali esponenti della nuova musica?...

    a chi ti riferisci...dente,le luci, beatrice antolini,...questi sono alcuni dei nomi nuovi della musica italiana????
    ops... (nomi e cognomi)...questi 4 messi insieme non hanno 1/10 del talento di morgan...solo per citarne uno.e, bada ben, io non sono un fan di Marco "morgan" Castoldi...anzi...

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