Per un posto migliore: il Color Fest

Come organizzare un festival che fa più partecipanti che residenti nel comune?
12/06/2019 16:57

Estate, oltre alla sabbia, ai ghiaccioli e alle ferie al mare, significa anche festival estivi. Mai come di recente anche in Italia è esplosa una costellazione di rassegne, eventi e palchi da giugno a settembre, dalle grandi città ai piccoli festival. Tra la bolla dei cachet che continua a gonfiarsi e le produzioni che ogni anno salgono di livello, vediamo durante tutto l'inverno i tour principali fermarsi nelle grandi città. D'estate invece luoghi di provincia e paesi da poche migliaia di abitanti diventano per due, tre o cinque giorni un cuore pulsante di tecnici, tour bus, luci e concerti. Ma cosa vuol dire organizzare come un festival in posti in cui spesso non esiste nemmeno un locale per la musica dal vivo, dove la popolazione del comune è inferiore al numero di partecipanti?

Uno di questi è il Color Fest, il 3 e 4 Agosto a Platania (CZ). Nell'edizione di quest'anno Motta, Franco 126, Fast Animals and Slow Kids, La Rappresentante di Lista, Myss Keta, Tre Allegri Ragazzi Morti e tanti altri. 

"Il Color Fest ha più paganti che residenti in paese", inizia a raccontarmi Mirko Perri, uno degli organizzatori. Il festival in realtà ha un legame profondo con la città di Lamezia Terme, quasi 80.000 abitanti e l'unico aeroporto internazionale nel centro di una regione difficile come la Calabria. Delle 3.000 persone che ogni anno arrivano al festival più di 1.500 vengono da fuori regione. 

"Più del 50% del nostro pubblico non è calabrese. Organizzarlo qui è difficile, una città come Milano fa il doppio degli abitanti dell'intera regione Calabria. Questo per noi significa dover organizzare qualcosa al livello delle altre produzioni nel resto d'Italia ma con una base di pubblico che è la metà delle città in cui lavorano gli altri promoter e disperso in un territorio vasto come questa regione.

Il percorso è stato lungo, sei anni fa venivano sì e no 800 persone. Ora siamo arrivati a farne 6.000."

Perchè allora non provare un altro posto, anche nella stessa regione, ma in cui sia più semplice organizzare un festival? Appena accenno questa domanda mi arriva un no secco, l'avere il mare a pochi minuti di macchina e l'entroterra intorno sono troppo importanti. Detta così, per quanto romantica, è una prospettiva un po' troppo naif per poter funzionare nell'ecosistema di un festival, che è anche una struttura economica. Ma ovviamente c'è di più.

"Il nostro pubblico si organizza per venire e fa la vacanza in Calabria, così riusciamo a far conoscere la nostra terra. Dorme a venti metri dal mare e viene al festival la sera al fresco di montagna. No, non penso che in questo momento cambierei. Come promoter sarebbe più semplice stare fuori, stare è stata una missione, è divanto un lavoro e oggi è una soddisfazione troppo grande per andarsene.

Non c'è un posto libero in nessun albergo in quei giorni, i trasporti vanno in tilt, ed è impagabile portare qualcosa che ha una ricaduta del genere sul proprio territorio. Abbiamo aperto dei locali a Lamezia grazie a questo festival, e ne stanno arrivando altri. Poco fa è passato da qui Manuel Agnelli dopo appena otto date nel resto d'Italia, mi piace pensare che certe cose stiano iniziando a succedere anche grazie al alvoro che facciamo." I due giorni di festival danno lavoro direttamente a più di 100 persone nella zona.

L'idea del Color Fest allo stesso tempo è quella di restare un festival in cui le persone possano incontrarsi per caso tra i palchi, senza crescere più di così. Allo stesso tempo creando momenti che non siano solo musicali, sviluppare arti diverse in altre aree intorno ai palchi per affinare l'esperienza senza snaturarla, tradirla o farla crescere. 

Tre palchi, dalle 17:00 alle 4:00 AM, nel Parco della Giurranda. Pizzeria, camping sul mare, servizio taxi e navette. 

 

 

 

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L'articolo Per un posto migliore: il Color Fest di Vittorio Farachi è apparso su Rockit.it il 12/06/2019 16:57

Tag: festival

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