Compiti delle vacanze: i professori consigliano Ammaniti

24/08/2010

Agosto è un brutto periodo per i giornali. Le notizie scarseggiano. Così Michele Smargiassi, probabilmente alle prese con un microdramma familiare (rivelatore quel “le temutissime letture estive consigliate su cui sudano scontenti i nostri figli” ), su La Repubblica di oggi non trova di meglio che fare un giro tra alcuni dei principali Licei italiani e scoprire che nelle temutissime liste di libri da leggere per le vacanze che ogni anno la quasi totalità dei prof di Italiano assegna ai propri alunni ci sono Ammaniti, Hornby e Brizzi. Con poca speranza di piacere, però. Come si nota nelle tre pagine del pezzo, anche la cosa più bella del mondo, se la devi fare per forza, 90 su 100 ti fa schifo. E difatti, confrontando le liste di libri dei prof con quelle degli studenti “lettori ostinati” di Xanadù Smargiassi ne scopre l’assoluta discrepanza (peraltro, tutto è sempre confinato ai Licei, cioè a un decimo dei 7 milioni e passa di studenti delle Superiori: sarebbe curioso sapere qual è in effetti la popolarità di “Norwegian Wood” di Haruki Murakami ai Professionali…). È che i libri dei prof sono libri da adulti. E spesso, neppure i prof leggono. Che sia colpa loro se in Italia si legge sempre meno (un italiano su due legge almeno un libro all’anno; uno su tre legge i giornali, comprendendo la Gazzetta dello Sport e simili), lo dicono i dati: la fascia di lettori più accaniti è quella tra gli 11 e i 14 anni. Poi, il crollo. D’altro canto, anche Gino Castaldo, quando ha insegnato Storia del Rock all’università, si è trovato con sorpresa di fronte a schiere di asini. Quando la insegni, la Bellezza muore. // Renzo Stefanel, curatore di Bookit

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