Comunicato dai Laghisecchi

15/12/2000

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato da parte dei Laghisecchi.

Comunicato

Tramite questa breve nota desideriamo rendere pubblico un episodio accadutoci in questi giorni e che riteniamo essere sintomatico riguardo alcune tristissime dinamiche che in qualche modo "regolamentano" in più di un'occasione i rapporti tra riviste musicali specializzate ed etichette discografiche.

Teniamo a precisare il fatto che con il presente comunicato non abbiamo alcuna intenzione di vittimizzarci o di erigerci a paladini di una qualche giustizia. Desideriamo solo, con umiltà e dignità, raccontare una vicenda che potrebbe in qualche modo risultare utile a gruppi e addetti ai lavori in generale per capire come certe squallide dinamiche, che prescindono totalmente da fattori artistici, non siano proprie soltanto delle majors discografiche, ma anche di realtà che vivono da anni all'interno del panorama musicale italiano, spacciandosi per "alternative" ed aliene a certe logiche.

Come tutti i periodici di cui si è accennato in precedenza, anche "Rumore" ha ricevuto dalla nostra etichetta una copia promozionale del nostro ultimo lavoro "très bien: piano b".

Il disco è stato ritenuto idoneo al "target" della rivista e ne è stata affidata la recensione ad un collaboratore da parte del caporedattore.

La recensione (tra l'altro positiva) è stata scritta ed è stata consegnata per il numero di Ottobre 2000.

A questo punto è entrato in gioco il dottor Claudio Sorge (direttore di "Rumore"), che ha deciso di censurare la recensione per un contenzioso personale con la nostra etichetta, riguardante inserzioni pubblicitarie di due anni orsono.

Noi, appena siamo venuti a conoscenza di questo fatto, abbiamo contattato il dott. Sorge dicendogli che i Laghisecchi stavano pagando colpe non loro e venivano gravemente danneggiati dalla sua decisione di CENSURARE (ci si ripete, ma questo purtroppo è il termine appropriato) un articolo che li riguardava dalla sua rivista; tutto ciò detto con estremo rispetto della persona, delle sue decisioni, del suo modo di fare giornalismo e con l'intenzione dichiarata di non voler entrare nel merito di un suo dissapore con una persona a noi "vicina".

Tutto ciò (testimoniato anche da un fax da noi spedito a lui) solo con l'intenzione di far capire al dott. Sorge che, forse, eticamente parlando, il suo modo di agire non era correttissimo, che stava "adoperando (sono parole sue) l'unica arma a sua disposizione per riscuotere dei soldi", quando esistono tranquillamente gli avvocati e le cause giudiziarie per risolvere date situazioni.

Dal dott. Sorge ci siamo sentiti dire frasi di questo tipo: "sono molto imbarazzato, ma non so proprio cosa farci..."; "...se io vi pubblico gliela do vinta..."; "...voi cambiate etichetta e mi impegno a darvi una mano...".

Ora, a parte che crediamo che queste affermazioni si commentino da sole e testimonino se non altro l'eccessiva stima che il dott. Sorge ha di se stesso, è evidente che i Laghisecchi dormano sonni tranquilli e continuino la loro carriera anche senza essere presi in considerazione da "Rumore" (per quanto riguarda il primo disco "Radical Kitsch" erano uscite comunque su questa rivista sia una recensione, sia un'intervista, sia una pagina pubblicitaria (!!). Ne stiamo facendo semmai una questione di principio all'interno della quale, grazie alla nostra indole costruttivamente polemica, butteremo comunque sia delle energie.

Il vero problema è l'atteggiamento di un personaggio come Sorge che, a parte la tendenza a credere di vestire i panni di demiurgo e arbitro delle sorti di gruppi come il nostro, perde completamente di vista quella che probabilmente dovrebbe essere, se non un'etica giornalistica, almeno un etica umana.

Diciamo questo anche perchè, nei colloqui telefonici da noi sostenuti con lui, il dott. Sorge si è più di una volta contraddetto, arrivando al risultato finale per il quale noi adesso siamo realmente imbarazzati per lui.

Questa è una piccola storia di ordinaria tirrannide, che ci fa schifo.

Come ci fanno schifo molti dei meccanismi che stanno alla base sia della discografia italiana, che dell'editoria musicale. Anche grazie a questi "stimoli" continueremo a suonare e a fare dischi se possibili "devianti" da un certo trend, se possibile indipendenti da ciò che abbiamo conosciuto fin troppo bene in questi anni.

Grazie per l'attenzione.

Laghisecchi

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