Condannato un utente di Bit Torrent

01/11/2005

Nessuno se l'aspettava, ma la mannaia giudiziaria è caduta anche sul più chiacchierato dei nuovi software di file sharing: BitTorrent. Il programma, in cui a differenza degli altri peer-to-peer i downloads non si effettuano da una directory condivisa, non permette di conoscere il contenuto del file fino a download completato. Però lo scorso gennaio Chan Nai-ming, un 38enne di Hong Kong, fu arrestato in Giappone, dove si trovava in quel momento, per aver distribuito film illegalmente via internet. Da lì il processo, arrivato alla conclusione una settimana fa. Il cinese è stato condannato per aver scaricato e condiviso materiali coperti dal diritto d'autore, dopo essersi dichiarato colpevole di violazione delle norme sul diritto d'autore.

Sul fenomeno del file-sharing, la giurisprudenza non ha ancora una linea comune perchè la percezione del fenomeno è mutante. Da un lato, vi sono casi in cui non viene configurato l'apetto criminale del soggetto e dell'azione compiuta, dall'altro esempi - come quello sollevato dalla Motion Picture Association of America (MPAA) - in cui recentemente la Corte Suprema ha stabilito che le reti di peer-to-peer sono responsabili se incoraggiano gli utenti a copiare musica, video e opere protette. C-Pa

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