I dentisti non pagano i diritti d'autore, gli alberghi sì

19/03/2012

No, non è una news su evasione e fatture fantasma.
La notizia infatti riguarda due sentenze opposte della Corte di Giustizia Europea.

Entrambe affrontano lo stesso tema: i proprietari di un esercizio pubblico devono pagare i cosiddetti diritti connessi, ovvero quelli che, tra le altre cose, sono legati alla diffusione di canzoni all'interno dei propri spazi?

I due casi erano però differenti: il primo era nato da una causa italiana e riguardava la diffusione di musica all'interno di uno studio dentistico, mentre il secondo la diffusione nelle camere di un albergo.

Ebbene: i dentisti non sono tenuti al pagamento dei diritti, gli albergatori sì. Non si tratta di questione di lobby o di caste, ma di pubblico. Chi si trova nelle stanze di uno studio dentistico non può essere definito pubblico: troppe poche persone presenti contemporaneamente e l'ascolto di musica non è collegato in modo diretto all'obiettivo dello studio stesso, ovvero curare i denti dei propri pazienti.

Al contrario, gli ospiti di un albergo possono essere molto più numerosi e, soprattutto, obiettivo degli albergatori è offrire ai propri clienti un luogo confortevole in cui passare alcune ore o giornate e, in questo senso, la musica può essere considerata parte integrante dell'offerta.

La speranza è che ora non serva una sentenza per ogni categoria.
Gli arrotini si stanno già interrogando.

Tag: siae diritto d'autore diritti musicisti

Commenti (8)

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  • Artevox Musica 19/03/2012 ore 13:39 @fujikorockit

    Vorrei correggere la precisazione di Foolica.
    I diritti connessi riguardano esclusivamente il proprietario del Master e non l'interprete. Se il master è della casa discografica allora incassa solo la casa discografica. Se il master è dell'interprete allora incassa l'interprete. Ma dipende dalla titolarità del master e non riguarda in alcun modo chi scrive o chi interpreta i brani. Riguarda esclusivamente chi investe per la realizzazione di un master. chiunque egli sia.

  • Foolica Records 19/03/2012 ore 14:47 @foolicarecords

    si, è esatto.

    Quello che mi premeva sottolineare è la diversità dei diritti.
    I diritti connessi sono troppo spesso confusi con il diritto d'autore che è tutta un'altra cosa.

  • Mr Egn 19/03/2012 ore 15:00 @mregn21

    cosa c'entra con questo sito una notizia del genere.

  • Chiara Longo 19/03/2012 ore 18:45 @vanabass

    Mr Egn, cosa c'entri tu in questo forum?

  • RadioAtlantide 20/03/2012 ore 12:30 @RadioAtlantide

    Volendo anche qui entrare nello specifico, oltre a quanto già detto, non si parla di diritti connessi in genere ma esattamente del compenso o meglio dell'equo compenso che spetta ai produttori e interpreti/esecutori. Nel dettaglio è il compenso dell'art. 73 legge 633/41 e cioè, il compenso per l'USO della registrazione. E' solo uno dei diritti connessi. I dentisti perciò non pagano neppure il diritto principale, il diritto d'autore al quale l'uso della registrazione è legato cosa differenti è l'albergo o il Pubblico Esercizio in genere (bar, ritoranti etc). Se utilizzano SOLO una radio, senza l'uso di supporti, se sintonizzano il loro sottofondo con l'FM, per esempio, non debbono pagare il compenso dell'art. 73 ma solo il diritto d'autore perché non USANO nessuna registrazione che la legge chiede sia diretto. Attualmente per la pressione esercitata da SCF molti P.E. pagnao ciò che non dovrebbero e che i dentisti, per lo specifico caso, hanno dimostrato non essere dovuta.

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