Diritto d'autore degli interpreti, da 50 a 95 anni?

22/08/2011

Si parla tanto di pensioni, in questi giorni. Di finestre che si aprono e si chiudono, di quota 90 e quota 100. Numeri sulle pagine di tutti i giornali.

Sempre in queste settimana, saranno però altri due numeri ad approdare sul tavolo della Commissione Europea. Potrebbe infatti essere imminente un allungamento dei tempi di protezione del diritto d'autore per interpreti, esecutori e produttori. Per loro, attualmente la norma prevede la protezione per cinquant'anni a partire dalla prima registrazione. La proposta, già ampiamente dibattuta in ambito europeo, è di portare la scadenza a 95 anni.

I motivi? Principalmente tre. Il primo è di tipo previdenziale (visto che le pensioni c'entravano, alla fine?): garantire una rendita a quegli che hanno pubblicato opere di un certo rilievo, ma non rientrano tra le star della musica mondiale. Il secondo è per creare un incentivo: la promessa di più soldi più a lungo sarebbe uno sprone per chi si avvicina alla musica. Il terzo è per evitare che gli artisti depositino le opere fuori dalla UE, magari negli USA, dove il diritto d'autore è protetto più a lungo.

Ai primi di settembre, la direttiva, abbozzata già due anni fa, dovrebbe arrivare a una stretta finale: approvazione o ritorno al parlamento, con conseguente lungo rinvio.

Per info:
goo.gl/dvMpa

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