Dj Jad: oggi il rap è una moda

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29/12/2015 11:33 di

A pochi giorni dalla pubblicazione del suo nuovo album "Beat in my soul", una raccolta di tracce strumentali con l'unico featuring rappato di Avatar, Dj Jad, storico beatmaker degli Articolo 31, ha rilasciato un'intervista a Rockol in cui si esprime sulla nuova scena rap italiana.

Partendo da una doverosa distinzione tra cultura hip hop e rap ("C’è una bella differenza fra l’hip-hop, che è una cultura, e il rap che possono fare tutti"), Jad ha dichiarato: "Negli anni ’90 c’eravamo noi, Sottotono, Sangue Misto, Frankie Hi-NRG, artisti che avevano qualcosa da raccontare. C’era del sociale, della politica, dei contenuti. [...] Oggi c’è meno spessore, meno arte, tanta superficialità. Bombardi la gente col rap e finirà per piacergli, ma quello non è hip-hop."




Alla domanda se però non siano proprio stati gli Articolo 31 a "sdoganare" il rap portandolo alla radio e nelle classifiche ufficiali, Dj Jad risponde così: "Un po’ come Celentano o Little Tony che hanno portato il rock’n’roll in Italia, noi abbiamo avuto la fortuna di importare l’hip-hop che non faceva parte della cultura del nostro Paese". Si scaglia poi contro i rapper che partecipano ai talent o a Sanremo, nonostante proprio il suo compagno negli Articolo 31, J-Ax, sia stato per diversi anni giudice del programma The Voice: "L’importante è che sia felice. Non è la stessa persona di quando stavamo assieme, come contenuti e vibrazioni, ma sono contento per lui" e non esclude che prima o poi i due si riuniscano.

Tra le altre dichiarazioni rilasciate a Rockol, alcune interessanti riflessioni sul ruolo del beatmaker, che in America è venerato più degli MC, e il cui lavoro è in tutto e per tutto simile a quello degli altri musicisti, una ricerca continua del suono giusto. "Beat in my soul" è stato masterizzato completamente in analogico, "L’mp3 ha ammazzato la qualità della musica. Non voglio sembrare antico e non dico di fermare l’evoluzione delle cose, ammetto che col digitale l’ascolto è più comodo, ma quando hai un oggetto per le mani è un’altra cosa. E poi comprare musica significa supportare l’artista che in un album mette soldi, lavoro, passione"

Tag: polemica

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