Morricone sui tagli all'Opera di Roma: un atto gravissimo che danneggia l'immagine dell'Italia nel mondo

28/10/2014 15:21

Ennio Morricone ha inviato una lettera di sostegno per i 182 dipendenti licenziati dal Teatro dell'Opera di Roma. "Desidero esprimere pubblicamente la mia più ferma indignazione per quello che sta avvenendo in queste ore all'Opera di Roma”, scrive Morricone e aggiunge: "Il licenziamento di una realtà artistica e musicale con un secolo di vita è un atto gravissimo, irreparabile, una ferita portata non solo alla Musica e alla cultura tutta, anche ai valori fondanti del nostro vivere civile".

La decisione del licenziamento è stata presa il 2 ottobre quando il Cda del Teatro Costanzi ha approvato un'esternalizzazione dell'Orchestra e del Coro, che ha coinvolto 182 lavoratori su 460 ottenendo risparmi per 3,4 milioni di euro. Nella lettera di oggi Morricone allarga la solidarietà a tutta la categoria degli orchestrali: "Brucia ancora la sciagurata chiusura delle Orchestre e cori Rai di Roma, Milano e Napoli: fermiamoci e non annunciamo con le chiusura anche dell'Opera di Roma un altro triste capitolo per la Cultura e convivenza civile in Italia”.

Secondo il Maestro in questo periodo di grande crisi economica queste figure "dovrebbero essere salvaguardate a tutela di un patrimonio che tutto il mondo ci invidia" e ribadisce come non sia giusto che le responsabilità vengano addossate esclusivamente ai lavoratori della musica: "Di certo la gestione del Teatro può essere razionalizzata, modernizzata e quindi migliorata, ma non possono portarne il peso unilateralmente coloro che, dopo aver vinto severi concorsi internazionali, con l'impegno costante in Orchestra e nel Coro, e attraverso il faticoso e continuo studio a casa dello strumento e della vocalità hanno fatto grandi questo Coro e questa Orchestra".

Infine Morricone punta sull'immagine dell'Italia che i 182 del Costanzi portano nel mondo: "Il Coro e l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma sono una compagine di prim'ordine, un grande Coro e una grande Orchestra italiane. E non lo affermo solo per averli diretti recentemente, o per il rapporto professionale che mi lega a tanti loro componenti, ma soprattutto perché è stato più volte dichiarato dalla stampa nazionale e internazionale, ad esempio nelle recenti tournée in Giappone e al prestigioso festival di Salisburgo dove, diretti da un Maestro del calibro di Riccardo Muti, hanno riportato caldi e unanimi consensi. C'erano loro, lì a suonare e a cantare, quelli stessi che ora si tenta di dimettere e di ridurre al silenzio".

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