Guarda “Sovrapporre”, il nuovo video degli esterina e leggi l'intervista

esterinaesterina
19/10/2016 16:12 di

"Dio ti salvi" degli esterina è stato uno dei dischi del 2015 per Rockit: benedetto da una serie di brani che trasudano passione e autenticità, è uno di quei dischi che meritano molti ascolti e anche se forse non sono saltati subito agli onori delle cronache musicali, sicuramente tra 20 anni parlerà ancora con la stessa autenticità. In occasione dell'uscita del video di "Sovrapporre", che vi proponiamo in anteprima, abbiamo scambiato quattro chiacchiere col frontman della band, Fabio Angeli.

Partiamo dal video. Parlami di questi luoghi e del perché ci siete così legati.
I luoghi in cui è ambientato il video di "Sovrapporre" sono i Calanchi bolognesi, una zona collinare e un po' lunare a mezz'ora da Bologna tra l'Appennino e la pianura Padana. Francesco Trombetti, il regista del video, aveva letto le note di presentazione di "Dio ti salvi" e in seguito ha individuato questo luogo come il corrispettivo emiliano dei luoghi "immaginari" di esterina. Luoghi bellissimi, desolati, ai margini, frequentati da assenze e dove i colori si desaturano.

Quindi non è esattamente la zona dove voi esterina vivete.
Abbiamo valutato anche dei luoghi più vicini a noi come le Apuane che sono a pochi minuti di macchina da casa nostra, ma poi abbiamo capito, vedendo alcune immagini dei sopralluoghi, che questo posto che ci rappresenta esiste anche da altre parti nel mondo anche a due passi da Bologna.

Però mi sembra che il vostro rapporto col territorio sia molto stretto. Anche se nei testi non si fanno mai direttamente descrizioni di luoghi, avete una grande capacità sinestetica in fase di scrittura, e in questo vi viene incontro l'uso di certe forme dialettali, ti ritrovi in questa osservazione?
Siamo affezionati ai nostri posti, ma non ci sembra interessante parlarne direttamente, almeno fino ad oggi. Anche linguisticamente quando è servito abbiamo utilizzato il nostro dialetto ma direi che è decisamente minoritario nella nostra produzione, cioè quando serviva ad aggiungere qualcosa ma mai fine a se stesso. Diciamo che Massarosa, il paese o la provincia, ci piace più considerarla una parte del tutto più che il tutto di una parte. Il posto che ti è toccato per capirci qualcosa del resto.

Altro protagonista della vostra musica sono le donne. Tra quelle che non vogliono saperne della famiglia, quelle costrette a prostituirsi, le madri sole: non sono storie felici quelle delle donne degli esterina, mi sbaglio?
Esterina racconta di una donna sola. Immagina e descrive con i suoi occhi, ma anche con quelli di un uomo, cercando tutte le possibilità narrative date. esterina attraversa il dolore, sarebbe bello non farsi contaminare, farlo rimanere sempre fuori. Questa ci sembra la speranza su cui contare e da cantare anche nelle situazioni più tragiche, e mi sembra che da questo punto di vista nelle nostre canzoni questa prospettiva sia stata disseminata.

Anche il rapporto con la natura mi sembra abbastanza stretto oltre a usarla come metafora. Che cosa rappresenta nella vostra scrittura?
Noi siamo toscani, in Toscana non c'è una città nel senso moderno del termine, tutto il resto è natura e deturpazione della stessa il rapporto con la natura è semplice, ci piace stare in sua compagnia ma la natura sono molte cose.

Per esempio?
Per esempio il fatto che noi stiamo facendo un'intervista usando la chat, non è una cosa naturale, anzi, ma la tecnologia può produrre interazioni di questo tipo. Non so se mi sono spiegato bene: come dire il tentativo di Guglielmo Marconi di inventare una cosa che non c'era mi sembra una cosa molto bella, umana quindi naturale, ecco.

Forse in questo risiede anche il fatto che riuscite a coniugare quest'aurea antica popolata da figure quasi astruse dal tempo con un gusto per gli arrangiamenti che prevede un uso abbastanza presente dell'elettronica. È un'idea di rock molto moderna.
Ci piace usare la tecnologia, stiamo lavorando molto, su materiali nuovi, con i suoni di sintesi, ma anche con le chitarre elettriche così come utilizziamo le voci di quasi tutti i componenti della band ma poi abbiamo un set acustico che si chiama "senzacorente" dove utilizziamo degli strumenti acustici tra cui un Armonium viareggino del 1936 insomma, ci garba la materia sonora infatti mi verrebbe da dire questa cosa: immagina Rockit come un posto che si occupa di gelato invece che di musica. Ora, noi parliamo del gelato come lo fa esterina, nota gelataia massarosese: ingredienti, tecniche, innovazioni, tradizione, ispirazione, latte, limoni e coni biodinamici, insomma un gelato incredibile, come altri sparsi e dispersi per una penisola dalla biodiversità leggendaria. Poi mi fai la domanda sul mercato: Come vanno gli affari? E io ti dico: Chiara il gelato viene bono, ma i gelatai sono interessati al cornetto Algida di domani.

Un altro motivo per cui avvertivo questo particolare legame con i luoghi è che una volta ho letto la storia della vostra sala prove; vuoi raccontarcela?
Certo, sul nostro sito ogni tanto mettiamo queste storie piccolissime che ci riguardano e che andrebbero altrimenti perdute, una di queste riguarda la nostra sala prove. Eravamo dei ragazzi e non avevamo un posto dove suonare e alle prese con gli stereotipi che riguardano un gruppo di ragazzi che vuole suonare dalla mattina alla sera. Questa sala prove, contenitore di sogni a tempo indeterminato, o meglio, smisurato, non saltava fuori. Tramite un amico venimmo a sapere di questa stalla, ai margini del paese, tra la piscina e il campo sportivo. Un fabbricato ottocentesco che ospitava da qualche decennio prima delle mucche e qualche attrezzo, ma che da molti anni era abbandonato. La parrocchia del paese l'aveva ereditato ma non poteva ristrutturarlo così noi ci facemmo avanti e nel giro di un annetto lo sistemammo, tetto compreso. Un'impresa per dei ragazzi che ancora oggi suonano lì dentro e ragazzi non lo sono più.

Questo succedeva quanti anni fa?
Almeno una ventina. Capisci che è una passione vera.

Certo, infatti devo dire che se c'è una cosa che mi ha colpito (tra le altre) del disco è quanto suoni appassionato. Come ho avuto modo di dire nella recensione, non è un disco innovativo di per sé, ma suona unico e autentico, che è una caratteristica non facile da far trasparire. Non mi stupisce infatti che per il video abbiate scelto un brano considerato lungo nella musica pop, più di 7 minuti.
Con molti errori e tantissime inadempienze abbiamo cercato di fare sempre delle cose necessarie questo ha voluto dire anche essere fuori dal tempo o dai tempi tempi discografici o tempi tecnici. "Sovrapporre" oltre a essere un pezzo di 7 minuti è un pezzo "musicalmente" particolare, non ha un ritornello e in sostanza sono due pezzi: una canzone nella prima parte e una coda strumentale nella seconda con una parte importante di elettronica però c'era in quella canzone e nel video che cerca di raccontarla una notte, una penombra che ci sembrava adatto a rappresentarci.

Pensate che alla lunga questo atteggiamento vi ripagherà o vi sentite un po' rassegnati all'idea di restare fuori dai tempi tecnici/discografici?
Mah, non lo so. Non nascondo che facciamo difficoltà a suonare in giro, a trovare un'agenzia di booking e tutto il resto, ma questo lo sanno bene le tante band italiane. Per noi sarebbe bello riuscire a suonare di più, a portare la nostra musica in giro per il nostro paese e continuare a registrare le nostre cose nelle modalità che le notevoli difficoltà ci impongono, ma se deve essere così possiamo andare avanti anche in questo modo.



Cosa mi dici di un brano come "Stesse barche"?
"Stesse barche" era un'altra canzone. Più di un'altra canzone, almeno un paio. Poi qualcosa della sua struttura, della sua immediatezza, della sua brevità mi hanno fatto cancellare le altre due. In quei giorni, come in questi (purtroppo) si parlava molto di questa tragedia che è il fatto di non sapere come gestire un flusso migratorio più che naturale decisi di scriverne. Devo dire che parlare palesemente di temi sociali non mi piace molto, lo trovo un genere molto frequentato nel nostro paese e io preferisco parlarne di lato.

A un anno di distanza dalla pubblicazione, quanto vi ha aiutato l'esposizione con la candidatura al Premio Tenco?
Per quanto riguarda il Tenco ci fa piacere sapere che un contenitore del genere si sia interessato al nostro lavoro. L'altra cosa da notare è che "Dio ti salvi" è veramente un disco che ha fatto tutta quella strada da solo, una strada fatta di passaparola, di poche conoscenze e di persone che la musica l'ascoltano. Detto questo, per adesso, non ha cambiato niente, forse in futuro, chi lo sa? Nel frattempo tutti i nostri complimenti a Niccolò Fabi che ha scritto un disco molto bello.

Cosa rispondete a chi vi ha definiti "il segreto meglio custodito del rock italiano"?
Gli diciamo grazie prima di tutto, perché essere un segreto è un privilegio di pochi. Poi gli chiediamo scusa, perché lui forse l'aveva detto perché non lo fossimo più e invece siamo stati bravi a rimanere tali. In quel caso meglio un segreto che una bugia.

Tag: nuovo video

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