Facebook, porte aperte alla polizia

01/09/2011

È il social network sovrano e questo nessuno può metterlo in dubbio. Per rimanere tale, però, deve essere in costante evoluzione e rischiare anche di fare qualche passo falso. Si parla di Facebook, ovviamente, e il passo falso si chiama Facebook Deals.

Sarebbe dovuta essere la risposta del social network a Groupon, ma il servizio di sconti ideato dalla società di Zuckerberg non ha ingranato e così, dopo pochi mesi di sperimentazione negli USA, è stato accantonato.

Ben diverso, sperano ai piani alti di Facebook, il destino di Facebook Music. L'annuncio ufficiale è atteso per il 22 settembre, nel corso dell'ottavo incontro con gli sviluppatori, ma come sempre i rumors sono già molti. Le strade, sostanzialmente, sono due: o lo sviluppo di un servizio di streaming musicale in proprio oppure, opzione ben più probabile, l'integrazione all'interno del social network di uno o più servizi di streaming già esistenti, tipo Spotify o Pandora. Resta da capire, in caso, in quale modo gli utenti potranno accedere ai cataloghi e se potranno farlo gratuitamente o solo a pagamento.

Sempre in questi giorni, un'altra notizia riguarda Facebook e i suoi utenti italiani. La polizia postale italiana, infatti, è il primo corpo investigativo ad avere raggiunto un accordo con i vertici del social network per ottenere l'accesso ai profili degli iscritti in caso di sospetto di reati. Si tratta di uno strumento che dovrebbe aiutare la polizia a indagare, senza dover attendere che un magistrato attivi le rogatorie internazionali per accedere ai server californiani di Facebook. In sostanza, ovunque ne ravvisino la necessità, gli investigatori potranno accedere a qualunque profilo. Cosa che in realtà già farebbero con una certa disinvoltura (come raccontato da questo articolo: goo.gl/yn4CO).

Tre notizie da Facebook. Una cattiva, una buona e una da punto interrogativo. Più attivo e in evoluzione di così...

Tag: facebook

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