Facebook punta sulla musica, ma la SIAE attacca Zuckerberg

Da oggi nelle pagine fan delle band compare il pulsante "Ascolta". Nel frattempo, il direttore generale della SIAE non vede di buon occhio la maxiquotazione in borsa dell'azienda di Mark Zuckerberg

Non più solo l'ormai classico "Mi piace". Da oggi Facebook introduce un nuovo pulsante: sulle pagine fan delle band si potrà infatti cliccare su "Ascolta". Il clic attiverà una connessione tra Facebook e Deezer, uno dei principali servizi di streaming online e farà partire alcune canzoni della band in questione.

In sostanza poco più di un link a un sito esterno, di fatto un'indicazione di come Facebook voglia integrare al suo interno ogni possibile attività che un utente possa avere voglia di fare online. E la musica ha un peso importante in questo processo, basti pensare a come, qualche mese fa, è stato presentato l'accordo con Spotify e anche a come lo stesso Spotify abbia aumentato enormemente gli iscritti grazie a Facebook.

Dal punto di vista delle band, dovrebbe essere una buona notizia. Eppure chi difende i diritti dei musicisti non sembra avere particolare simpatia per Facebook e per Mark Zuckerberg in particolare. Stiamo parlando della SIAE e del direttore generale Gaetano Blandini, che, nell'editoriale del nuovo numero di VivaVerdi (il periodico della SIAE), afferma: «il contesto generale vede il diritto d’autore quasi come un nemico da combattere, più che un’opportunità di lavoro, un arricchimento culturale. Un attacco che vede in prima fila i grandi internet service provider, i social network, le multinazionali digitali che si alimentano di contenuti e vivono con irritazione la necessità di remunerare questi contenuti. E’ di pochi giorni fa la notizia che Facebook, di proprietà del più giovane miliardario della storia dell’umanità, andrà in borsa a 25 miliardi di dollari o forse a 50, cifre davvero impressionanti, basate sullo sviluppo mondiale di un’idea geniale, divulgata dalla Rete. La musica è un bene primario, uno di quelli che tutela la Siae, ebbene la musica si consuma 500 volte di più rispetto a dieci anni fa e viene remunerata nello stesso modo o addirittura molto meno».

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L'articolo Facebook punta sulla musica, ma la SIAE attacca Zuckerberg di Redazione è apparso su Rockit.it il 2012-04-18 00:00:00

COMMENTI (4)

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  • attanaz 10 anni Rispondi

    Ma perché uno che ha una verve comica così effervescente fa il direttore della Siaiei? Non certo per lo stipendio, che è uguale a quello di dieci anni fa. Forse per il posto fisso?
    Tutti quelli che conosco e che sanno suonare non sono iscritti alla suddetta, per paura di essere "tutelati"...

  • kristaldi 10 anni Rispondi

    Mahhh... i tempi stanno cambiando... la musica è un bene primario ma anche la poesia è un bene primario... nessuno ha pagato i diritti d'autore a Rimbaud ad esempio.... non voglio dire amenità facendo un discorso poco ragionato ma credo che se le possibilità di arricchirsi facilmente con la musica diminuiscano credo che con ciò possa solo aumentare la qualità della musica eliminando dai giochi tutte le sanguisughe della musica e della cultura!

  • latossegrassa 10 anni Rispondi

    SUCA.

  • faustiko 10 anni Rispondi

    "La musica è un bene primario, uno di quelli che tutela la Siae".
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