Foto profilo: Mangaboo

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20/07/2017 11:30 di

Foto Profilo è la nostra rubrica di interviste con la quale continueremo a seguire la nostra vocazione primaria: presentarvi validissimi e nuovi artisti italiani. Le regole sono semplici: con ogni risposta, una foto. I protagonisti di oggi sono i Mangaboo, il progetto di Pisti (Motel Connection) e Giulietta (Sweet Life Society).

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Mangaboo è un progetto coraggioso: fonde l'elettronicacon influenze jazz e krautrock. Quanto è difficile unire mondi musicali diversi e lontani tra di loro?
Più che difficile a noi sembra divertente e avvincente, veniamo da culture musicali diverse, Giulietta ha un’anima di ascolti soul e jazz, Francesco dal rock alla techno. Abbiamo tritato e campionato i nostri ascolti preferiti e deciso di metterli in gioco in uno spazio ideale, che potrebbe essere il nostro club perfetto, un luogo che possiamo visitare sempre senza nessuna pressione o margine dettato dall’appartenenza a un genere. Oltre ad avere ascolti diversi abbiamo anche delle competenze musicali diverse, complementari, che rendono il lavoro sugli arrangiamenti e sul live fluido e stimolante. È da poco che suoniamo insieme e conoscendoci ci scopriamo, neanche noi sappiamo ancora quale sarà il prossimo disco che metteremo nel nostro club, ma abbiamo con noi una grossa valigia da consultare.

 

Il vostro nuovo singolo "Rainy Days" vede la partecipazione di GnuQuartet. Come nasce questa collaborazione con loro?
Con gli GnuQuartet siamo amici da lunga data, ci hanno proposto di fare un concerto insieme a Genova, tutti noi naturalmente abbiamo accettato e abbiamo colto l'occasione per unire le nostre idee e creare uno spettacolo live da riproporre ogni volta che ne avremo la possibilità. Ci siamo trovati per qualche giorno a provare in una piccola borgata dell’Alta Langa chiamata Lunetta che è un luogo nevralgico per tutte le nostre attività. In quei giorni passati a provare gli arrangiamenti del live abbiamo registrato tutte le sessioni, ci siamo accorti che l’arrangiamento fatto dagli Gnu su "Rainy Days" rendeva il brano molto più bello, e con un po' di taglia e cuci è venuto fuori l’ultimo singolo.

 

Il video di "Rainy Days" contiene immagini che rimandano al romanzo allegorico "Hypnerotomachia Poliphili" di Francesco Colonna, viaggio onirico metafora della ricerca dell'amore. Come mai vi siete ispirati proprio a questo romanzo, cosa rappresenta per voi?
Tutti e due siamo incalliti lettori, ci piacciono i libri, ci vengono a trovare e al loro interno si trovano sempre dei maestri, si apprende senza essere sottoposti all’umiliazione del voto. "Hypnerotomachia Poliphili" è un libro uscito nell’edizione aldina nel 1499, in quel momento il nostro paese viveva una spinta filosofica e artistica dettata dal Neoplatonismo, ci allontanavamo dal’uomo in croce sofferente per riscoprire i miti greci, riapparivano emblemi e simboli che erano caduti in disuso o considerati pericolosi, l’Italia ha ridipinto l’immaginario di tutto il mondo occidentale grazie a i suoi architetti, poeti e artisti. Il libro di Francesco Colonna è uno di questi grandi capolavori, era considerato il più bel libro illustrato che mai fosse stato fatto. Al suo interno il protagonista Poliphilo cerca in un mondo onirico e straordinario la sua amata. Scoprirà qui delle meraviglie architettoniche in completo accordo con la natura, un incanto rigenerante, la rigenerazione che tutti proviamo davanti al “bello”. Come sosteneva Giorgio De Chirico ”una cosa brutta non piace a nessuno”.

 

Avete avuto l'occasione di esibirvi con altri progetti oltre le Alpi. Com'è il mondo della musica elettronica in Italia e quali sono le differenze rispetto all'estero? 
Francesco: Mi sembra in buona forma, A Torino si è concluso da poco il Kappa Future Festival che è ormai un appuntamento internazionale dove ascoltare i dj più osannati, a novembre sempre a Torino va in scena Club To Club che propone il meglio dell’avanguardia mondiale nel campo dell’elettronica, in tutta Italia pullulano festival e luoghi di scambio per musicisti, mi sembra anche che abbiamo artisti rappresentativi in tutti i generi e sotto-generi che ormai questa "nuova" branca musicale ha. Ho la fortuna di vedere l’estero e ciò che mi sembra diverso rispetto al nostro paese sono gli spazi che vengono dati dai media alla musica, noi in italia abbiamo rinunciato all’innovazione, preferiamo restaurare San Remo, il che non è sbagliato purché non sia l’unico intervento. I nostri network radiofonici ci mitragliano di parole, solo nel momento della ricarica si può ascoltare della musica, ci stiamo lentamente diseducando a questa forma di gioia che è l’ascoltare musica. Ma ho idea che il problema vada al di là della semplice esperienza musicale, ma che qui oggi dovremmo affrontare una seria riflessione sociale. Ma al momento le nostre trasmissioni sono in pubblicità…
Giulietta: Ho il privilegio di esibirmi ogni anno sui palchi dei più importanti festival e club d'Europa con The Sweet Life Society e spero di iniziare presto a fare lo stesso con Mangaboo, dunque la mia esperienza è prettamente legata al mondo della musica live. In Italia gli eventi musicali sono sempre più numerosi ed è gratificante vedere come, negli anni, alcuni piccoli festival crescono e si ampliano nonostante le difficoltà causate da burocrazia bizzarra e leggi proibitive che pur troppo ne mettono in ginocchio tanti altri. Senza dubbio manca un vero sostegno da parte dei media italiani, e sono d'accordo sul fatto che il problema in questo momento sia di origine culturale, fanno eccezione i magazine di settore, Carlo Pastore, Musical Box, Alessio Bertallot e alcuni recenti programmi di M2O. In molti paesi d'Europa invece, i festival sono agevolati dall'approccio culturale e sociale alla musica: in UK i festival musicali sono una vera e propria tradizione e la musica ha un ruolo centrale nella socialità, ma l'offerta è così alta che spesso i compensi offerti non sono accettabili, al contrario in Olanda viene dato grande valore al music business e c'è grande continuità fra uscite discografiche e tour; anche la Romania investe molto sulla cultura e, da qualche anno, organizza festival musicali con delle line up internazionali incredibili (consiglio di tenere d'occhio l'Electric Castel!).

 

Mangaboo è un luogo immaginario del Paese di Oz in cui il sole non tramonta mai. Il vostro primo singolo "Like A Goodbye" invece riprende il mito di Endimione, amante di Selene, personificazione della Luna nell'Antica Grecia. Da dove arriva questa passione per il fantastico? 
La fantasia è un territorio in cui possiamo cercare di non porre limiti, non rischiamo mai di essere presi in giro, a differenza della memoria che spesso ci gioca degli scherzi. Siamo permeati dalle nostre fantasie che spesso si declinano al desiderio, desideriamo il ritorno dei grandi miti, in questa epoca dove viviamo di spicciola narrazione da rotocalco il pensiero di vedere giacere la Luna con il giovane Endimione ci consola, ci fa sempre sperare che l’uomo è intelligente e capace. 

 

Anche altri vostri brani che devono ancora essere pubblicati contengono riferimenti a miti del passato o racconti fantasy?
Ci piace usare un immaginario visivo da contrapporre a quello sonoro, e non sappiamo ancora come affronteremo quello visivo nel prossimo video.

 

Cosa ascoltano i Mangaboo e quali artisti ci consigliano?
Francesco: Ascolto sempre molto quello che mi consigliano gli altri, mi piace non cercare i dischi nella mia discoteca. In questo momento ascolto volentieri Cosmo e quando voglio anche muovermi ascolto e ballo i Boston 168.
Giulietta: Conservo sempre il programma cartaceo e le app dei festival a cui partecipo, durante l'anno sfoglio le varie line up e ascolto e ascolto e ascolto. Consiglierei di seguire Alo Wala e Dave Echo, li ho scoperti rispettivamente a Eurosonic Noorderslag e Fusion Festival.

 

Anticipazioni sul disco in arrivo?
Vi possiamo anticipare che il disco è quasi pronto, stiamo scegliendo e rielaborando alcuni brani che avevamo scritto all'inizio della nostra collaborazione. Abbiamo scoperto, mentre arrangiavamo, sperimentavamo e suonavamo insieme, che il live di Mangaboo è molto energico, dance, quindi abbiamo ritenuto più opportuno e sincero dare a qualche brano un colore più clubbing. Il disco sarà un viaggio dalla nostra camera in soffitta al seminterrato dove vibra il nostro club ideale. Ci sono dei pezzi addirittura con la strobo…

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