Foto Profilo: Le sacerdotesse dell'isola del piacere

Le sacerdotesse dell'isola del piacereLe sacerdotesse dell'isola del piacere
03/08/2016 16:59 di

Foto Profilo è la nostra rubrica di interviste con la quale continueremo a seguire la nostra vocazione primaria: presentarvi validissimi e nuovi artisti italiani. Le regole sono semplici: con ogni risposta, una foto. I protagonisti di oggi sono Le Sacerdotesse dell'Isola del Piacere, che con il loro disco "Tutto" avevano attirato la nostra attenzione, meritandosi l'etichetta di disco del giorno, e col nuovo ep "Paura di tutto" ci hanno dato una gustosa anticipazione dell'album che uscirà a breve.

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Ho cercato l’Isola del piacere su Google Maps, per preparare questa intervista e magari organizzare una vacanza last-minute, ma non ho trovato nessuna corrispondenza geografica. Quindi non mi resta che domandarlo a voi, dove si trova quest’isola e chi sono i suoi abitanti?
L'isola è immaginaria e le Sacerdotesse sono i suoi abitanti. Solo un cartone animato ne parla, l'ho guardato per anni e studiato in ogni minimo dettaglio. Tutte le suggestioni artistiche di un adulto hanno le radici nelle sue visioni di bambino, no? Detto questo, il nome è il più astruso che potesse venirci in mente, comunque volendo trovare un "concept" a posteriori è questo: le Sacerdotesse promettono di soddisfare ogni desiderio, ma ad ogni desiderio non c'è soddisfazione.



Ci sono due cose che mi hanno colpito molto di questo vostro ep: la prima è la paura, mentre la seconda è il tutto. Il vostro album del 2014 si intitola “Tutto”; per voi la parola tutto cosa significa? Indica il senso di completamento di un percorso, oppure ha un più ampio significato, di assoluta totalità?
Era bella l'idea di avere un disco che si intitola "Tutto" e un ep che si intitola "Paura di Tutto", questo è il motivo principale: un'idea di continuità. Pensando alla parola tutto nello specifico, anche qui ti do un'interpretazione a posteriori: rappresenta bene la confusione degli anni che viviamo, in cui letteralmente tutti fanno tutto, e tutto ciò che fai è già stato fatto, eccetera. "Tutto di corsa", per esempio, era la canzone da cui nasceva l'idea del titolo del disco.



Mentre la paura? Nel vostro brano sembra non avere un’accezione così negativa. Suona quasi come una situazione di conforto.
La paura è un sentimento a cui il mondo è abituato, quasi assuefatto. Non parlerei infatti di conforto, ma di assuefazione. Anche per questo per realizzare il video della canzone abbiamo cercato atmosfere vagamente "horror" (sempre senza prenderci troppo sul serio, il nostro horror è molto blando rispetto a tutte le esagerazioni del cinema e della tivù).



Non vorrei rovinare l’atmosfera, ma obiettivamente se c’è qualcosa di cui non avete paura ed è il suono degli anni ‘90, cos’è che vi piace di più di quel periodo e cos’è che vi ha influenzato maggiormente durante la composizione?
Certo, è una scelta consapevole che abbiamo fatto all'inizio, siamo nati musicalmente in quel periodo, è il modo di suonare che ci riesce più naturale, ma questo riguarda soprattutto gli arrangiamenti. La composizione invece è influenzata da tante altre cose, più dai cantautori e dalla natura. Le illustrazioni che accompagnano l'intervista sono la rappresentazione di ciò che frulla nella mente del compositore. E poi, via via che le canzoni prendevano forma, mi sono accorto che l'influenza principale sui testi veniva dalla letteratura.



In questo ep citate Raymond Carver e Sigmund Freud, se vi chiedessi di scegliere un fotogramma di un film per avere un’anticipazione, di sintesi, sul vostro album cosa scegliereste?
Sono due citazioni al contrario, perché prima sono nati i pezzi e poi è venuto fuori il legame con questi autori. Citare involontariamente dà molta soddisfazione, quando te ne accorgi. Per esempio, una volta mi sono accorto che in un libro che stavo leggendo c'erano frasi uguali a una nostra vecchia canzone. Il tema del nostro album sarà l'interpretazione dei sogni, e il fotogramma che proponiamo come anticipazione è questo classico onirico tratto dall'Atalante di Jean Vigo.

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Commenti (2)

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  • assoste 04/08/2016 ore 11:29 @assoste

    "le 12 fatiche di asterix", forse? (intendo, la suggestione per il nome...)

  • MarcoMarangon 04/08/2016 ore 12:18 @MarcoMarangon

    Grandi Ragazzi!

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