In pochi minuti Frank Zappa riassume l’intero declino dell’industria musicale

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15/09/2016 11:40 di

I discografici non posso essere quelli che decidono il gusto di un’intera popolazione”, così Frank Zappa riassumeva lo stato di salute dell’industria discografica verso la fine degli anni ’80.

È riemerso in rete l'estratto di un'intervista che il musicista aveva rilasciato nel 1987 in cui, in pochi minuti, riusciva a sintetizzare il principale problema del mondo discografico di quegli anni. A suo avviso tutto dipendeva dalla scomparsa del cosiddetto “who knows?”, ovvero un approccio meno arbitrario rispetto a quelli che potevano essere davvero i gusti del pubblico.

Secondo Zappa nei ’60 sono stati prodotti dischi dalla forte componente sperimentale perché, nonostante gli stessi discografici non capissero fino in fondo la natura di quei progetti, l’industria musicale era obbligata a procedere per tentativi mettendo sul mercato prodotti diversi.

Zappa sottolinea che non si trattava affatto di imprenditori avanguardisti o lungimiranti, ma di sessantenni sicuramente interessati al profitto ma con una minore certezza di cosa potesse funzionare a livello di vendite. Quest’attitudine è svanita con le successive generazioni di discografici, certamente più giovani, ma che hanno portato una maggiore standardizzazione delle proposte musicali pubblicate.


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Quello di Zappa è sicuramente uno sfogo, a maggior ragione se si tiene presente che in quegli anni aveva avuto diversi problemi con le major e aveva fondato più di un’etichetta indipendente (l’ultima è la Barking Pumpkin Records, fondata nel 1981). Certo è che, a quasi trent’anni di distanza, le sue parole suonano sicuramente attuali.

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Tag: mercato discografico

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