Perché la voce di Freddie Mercury era la più stupefacente di sempre, secondo uno studio scientifico

Freddie MercuryFreddie Mercury
26/04/2016 12:00 di

Chiariamolo subito: non abbiamo prova scientifica del fatto che la voce di Freddie Mercury, leader di una delle band che hanno riscritto la storia del rock mondiale, i Queen, potesse arrivare ad un’estensione di quattro ottave intere. Nonostante questo però, un team di esperti si è riunito per svolgere degli studi in merito, e ne hanno ricavato delle informazioni decisamente interessanti. Partiamo innanzitutto dal come si è arrivati alle conclusioni visto che, ahinoi, Mercury ci ha lasciati ormai ben 25 anni fa: la squadra di ricercatori provenienti da Repubblica Ceca, Austria e Svezia si è servita di un cantante professionista, il danese Daniel Zangger–Borch, il quale, dotato di una vocalità naturalmente non uguale ma similare a quella di Mercury, ha potuto fungere da cavia per questi studi.

 (Daniel Zangger - Borch)

Filmando la sua laringe a 4000 frame al secondo è emerso che il leader dei Queen molto probabilmente utilizzava delle subarmoniche, una particolare modulazione della voce (propria di alcuni canti particolari come quello dei Tuvan della Mongolia), ma soprattutto che le corde vocali di Freddie Mercury si muovevano ad una velocità nettamente superiore rispetto a quella normalmente riportata fra gli umani.

Questi i dati a cui lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Logopedics Phoniatrics Vocology e intitolato “Freddie Mercury – Acoustic analysis of speaking fundamental frequency, vibrato and subharmonics” hanno portato, che smentiscono quindi chi sostiene che Mercury arrivasse ad una vocalità superiore alle quattro ottave. Lo stesso Christian Herbst, principale autore dello studio condotto, ha infatti affermato che la voce di Mercury fosse "né più né meno normale per un adulto sano" e che, contrariamente a quanto si è sempre creduto,"è probabile che Mercury fosse un baritono che ha cantato come tenore con un eccezionale controllo della sua voce". Dati che allo stesso tempo confermano l’ipotesi che ci fosse senza dubbio una componente straordinaria nella vocalità del cantante britannico. 
“Una forza della natura con la velocità di un uragano”: così veniva soprannominato Freddie Mercury, e adesso sappiamo letteralmente il perché.

 

(via)

Tag: scienza

Commenti (1)

  • Richard Rutger Rooms 18 giorni fa @angela.diotti

    penso al contrario che il segreto stia proprio nella genetica, nella particolare conformazione delle corde vocsali, che sappiamo differire a seconda delle zone di provenienza e delle etnie (non vorrei parlare di "razze" perche' non esistono, piuttosto di ceppi o gruppi etnici diversi)..
    E' noto che i cantanti di colore hanno una voce potente, molto spesso rauca , sporca, passionale, che nessun bianco puo' possedere.
    Freddie veniva dall'India apparteneva alla etnia Parsi era figlio di un diplomatico sudafricano. Il particolare intreccio di "razze" ha generato un unicum a livello vocale; la voce di Freddie , come quella di Pavarotti o Sinatra era praticamente irriproducibile, personalissima, inimitabile. Non e' quetione ne' di tecnica , ne' di potenza o estensione vocale: e' proprio il timbro, la frequenza dei suoni emessi a rendere la voce di Freddie cosi' piacevole all'ascolto. Inoltre Freddie era capace di dare alle sue interpretazioni e performance vocali colori e sfumature assolutamente particolari, modulando la sua voce dal falsetto al canto melodico fino ad arrivare al grido ancestrale hard rock o a quello quasi femmineo di una cantante di operetta o di una raffinata interprete swing anni 30. Resta comunque indubbio, al di la' dei gusti , che la voce di Freddie costituisce un unicum nella storia della musica, cosi' come quella di Billie Holiday o di Jeff Buckley. Nitida, pulita, cristallina e puruissima come un rivolo di acqua surgiva. Indimenticabile ANZI UNFORGETTABE VISTO CHE STIAMO PARLANDO DI VOCI....Rick

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