Giardini di Mirò: "A Ostia poco rispetto"

11/09/2006

Doveva essere, se non il concerto della vita, sicuramente un happening musicale che mancare sarebbe stato un peccato. Invece, il concerto/festival che vedeva in line-up Mogwai e Giardini di Mirò – tenutosi il 7 settembre presso il Teatro Romano di Ostia Antica (RM) – si è trasformato in un gran caos. La storia è pressapoco questa: fino a 48 ore prima del concerto, tutte le pubblicità e le comunicazioni stampa dell’evento portavano in nuce i due nomi qui sopra elencati. Se non che, proprio 48 ore prima della giornata, i Giardini di Mirò – contratto già firmato – vengono contattati per essere avvisati che suoneranno prima rispetto a quanto previsto in scaletta, perchè l'ordine delle esibizioni viene cambiato, interponendo fra i due gruppi confermati la attuale support band dei Mogwai, i De Rosa. E non si capisce bene perchè, probabilmente per pressioni di Indipendente Concerti, booking italiano degli scozzesi. I GDM ovviamente ne risentono, pensano di non esibirsi, ma infine accettano per non deludere la gente che aveva già acquistato il biglietto. Contattato al telefono da Rockit, Jukka Reverberi – chitarrista della band – spiega la loro posizione: “La tristezza di essere inadeguati nel vivere ‘italianamente certe situazioni’ poteva mangiarsi via tutti gli aspetti positivi. E io non so se è più un problema degli italiani o degli stranieri. Ho paura che sia un malcostume tutto italiano. Non credo sia reclamare un tuo diritto, poter lavorare in condizioni dignitose - e' anche il diritto del pubblico che ha pagato un biglietto per vedere anche te... Ma poi ti vien detto: ‘chi ti credi di essere, piu' importante dei Mogwai?’ Quello che so è che ci hanno modificato la scaletta, quando le pubblicità parlavano chiaro; ci hanno assicurato che il soundcheck si sarebbe tenuto ad una certa ora, con il pubblico tenuto fuori fin quando non ultimato, ma poi tutto il tempo se lo prendono gli altri e a te rimane solo un linecheck di fronte al pubblico già seduto in platea”. Non il massimo del rispetto, indipendentemente da tutto. Quando chiediamo il perchè di questa cosa, Jukka ridacchia amaro: “Tutto per non stare a dire ‘beh’ ai manager stranieri. Questa te la dico, perchè è folkloristica. Ci è stata addotta una scusa artistica: il management avrebbe chiesto di ascoltare la nostra musica. Indipendente così dà loro non un disco, ma il nostro URL su MySpace (dove compaiono “Othello”, brano in 4/4, e altri pezzi cantati) e sai cosa succede? Ci viene rinfacciato di avere troppe affinità di suono. L’ennesima scusa facile, la chiacchiera italiana per venire a venderla a te come scusa loro”. Una cosa in effetti è certa, i brani su MySpace non hanno granchè punti in comune nè con il passato mogwaiano di “Rise And Fall” e neanche con la band scozzese. Balle, Jukka? “Scarso rispetto per i gruppi. Qualcheduno volendo poteva farsi rimborsare il biglietto. Ci sono state persone arrivate troppo tardi per noi, entrate e rimaste deluse. Questo è poco rispetto anche per gli spettatori. Se noi abbiam deciso di andare a suonare, è per la gente. Mica che poi sembra che pur di andare a suonare coi Mogwai facciamo di tutto... Ho trent’anni, e di queste cose non me ne frega più niente”. Ma Jukka non ha finito di togliersi sassolini dalle scarpe: “Ci hanno persino detto che gli Ufomammut, altra band che avrebbe dovuto suonare, non ha infine suonato per colpa nostra. Questo non è vero. Si dicono troppe cazzate. Questo ambiente non dovrebbe essere piu' amatoriale, ma ‘simil professionale’, e le regole dovrebbero esser rispettate, se non per buonsenso, almeno per contratto. Noi quello che abbiamo firmato ce lo siamo buttati alle spalle pur di non tradire le aspettative di chi ci aveva scritto e contattato dimostrando la voglia di vederci dal vivo. Poi il nostro concerto l’abbiamo fatto. E c’hanno pure applaudito il soundcheck. Questo fa piacere”. // C-Pa

Per altre info:
www.giardinidimiro.com
footprintsinsnow.blogspot.com
www.myspace.com/giardinidimiro

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Il nuovo singolo dei Måneskin è l'ultimo dei loro problemi