Secondo Gino Paoli, l'informazione sulla SIAE è manipolata dalle multinazionali

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26/09/2014 12:49

Gino Paoli ha pubblicato oggi sul Fatto Quotidiano una lettera aperta al Ministro della Cultura Dario Franceschini nella quale, ringraziandolo della collaborazione per aver alzato le quote per i compensi della quota privata, lo esorta ad unirsi alla SIAE in uno sforzo di chiarezza. In pratica Gino Paoli lamenta il fatto che troppo spesso viene fatta disinformazione riguardo tutto ciò che concerne la SIAE e il suo funzionamento, e che ci sia quindi bisogni di un “Osservatorio per il monitoraggio dell’informazione e della legalità nel diritto d’autore” che gestisca e "raddrizzi" l'immagine della SIAE presso il grande pubblico. 
Ecco il testo integrale della lettera: 

Gentile ministro Franceschini,

ho già in altre sedi testimoniato della Sua sensibilità verso il mondo della creatività autorale e della validità dei risultati raggiunti con l’adozione del decreto, a Sua firma, di aggiornamento dei compensi per la c.d. copia privata, quella cioè ad uso personale che viene realizzata da chiunque di noi, su device personali. È stato questo un risultato molto rilevante per il dicastero che Lei rappresenta e posso affermare, senza tema di smentita, per questo governo nel suo insieme. A questo governo ritengo che gli autori italiani e – in questo periodo di Presidenza di turno dell’Ue – europei possano affidarsi per una tutela credibile del proprio lavoro.

Come sa, per averla vissuta anche personalmente, dopo l’adozione del decreto si è scatenata una tormenta mediatica su quella iniziativa, mossa, ne sono certo, solo dall’intento delle grandi multinazionali della tecnologia di non voler rinunciare ad una pur minima parte dei loro profitti per remunerare il giusto impegno dei lavoratori della creatività (creatività che, peraltro, anima e fa vendere ancor di più i loro prodotti …).

In questa tormenta si sono mescolate vorticosamente approssimazioni, banalizzazioni e falsità sul diritto d’autore (è una tassa, va solo ai più ricchi, ecc.) e sulla Siae (è un carrozzone autoreferenziale, un reperto del passato, ecc.) per la quale, Lei sa, sono circa due anni che mi sono impegnato per una completa riorganizzazione – in tema di trasparenza ed efficienza – e rivisitazione – in tema di obiettivi e finalità.

I colossi multinazionali delle nuove tecnologie hanno utilizzato tutte le loro armi, anche quelle di una diretta disinformazione dei cittadini, nella loro veste di consumatori di prodotti tecnologici, tant’è che taluni prezzi sono stati riveduti al rialzo con il pretesto della nuova “tassa sul copyright”, per poi, è di questi giorni, riscendere consistentemente solo per far spazio a nuovi prodotti da immettere sul mercato. In tutto ciò, i cittadini acquirenti italiani continuano, comunque, a dover pagare prezzi più alti rispetto a quelli praticati, per gli stessi prodotti, in altri Paesi (pur facenti parte del Mercato Unico europeo!).

Ho dunque concluso che occorreva far sentire alta la voce della realtà, quella dei fatti, e non del loro travisamento, ed in ciò ho incontrato dei validi compagni di viaggio. Proprio oggi con il Presidente della Federconsumatori, Rosario Trefiletti, ho sottoscritto un Protocollo di intesa (consultabile sui rispettivi siti istituzionali) per la costituzione di un comune “Osservatorio per il monitoraggio dell’informazione e della legalità nel diritto d’autore”. Osservatorio che ha come obiettivi prioritari, secondo le finalità statutarie di Siae e di Federconsumatori, l’informazione, il sostegno e la formazione di tutti i cittadini, nella loro qualità di utenti ma anche nella loro qualità di creatori, attuali o potenziali, di opere dell’ingegno. Nell’attuale fase di sviluppo tecnologico e digitale, questo strumento di promozione della conoscenza della “realtà dei fatti” potrà essere di grande utilità per tutti i cittadini ma anche elemento di riferimento tecnico, me lo auguro, per il Suo dicastero.

 

Tag: siae

Commenti (1)

  • Stewie Rizza 01/10/2014 ore 12:02 @stefanorizza

    provo a essere gentile, ok: gino paoli, il problema dell'immagine della siae non è "l'immagine della siae", ma è il contenuto dell'immagine. L'immagine è negativa perchè fa cose negative. Mi spiego con parole che anche tu puoi capire (furbetto, finto stupido): se la mafia ha un'immagine sbagliata, non è che il problema sia l'immagine, ma sono i delitti e tutto il resto. Chiaro?
    Se la siae spettesse di chiedere cifre esose e mai chiare e ad introdurre la sua igombrante presenza nell'intimità di feste private, matrimoni, eventi no profit, serate tra amici, micro bar... credo che l'immagine ne gioverebbe, anche senza interventi di marketing ministeriale.

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