Cizeta Moroder: il sogno a 16 cilindri di Re Giorgio

24/02/2016 14:02 di

È una storia di follie anni ottanta, di telegiornali che sembrano usciti da Robocop, di incroci più sfortunati che altro, quella della Cizeta Moroder, il sogno a 16 cilindri firmato - anche - da Re Giorgio. Ma andiamo con ordine, e partiamo da una constatazione: gli anni ottanta sono anche gli anni delle supercar. Le stanze degli adolescenti di tutto il mondo mettono in mostra poster di Ferrari Testarossa e Lamborghini Countach, esce un videogioco - Out Run - che con una rossa di Maranello scoperta e una bionda al proprio fianco disegnerà l’immaginario per i decenni successivi, e soprattutto i soldi ci sono. Si può sognare. 

Adesso, vediamo personaggi e interpreti. Claudio Zampolli - ovvero CiZeta - è un ingegnere, lavora per Lamborghini negli Stati Uniti ed è un importatore di supercar: nel 1985, proprio quando Lamborghini attraverso un periodo di difficoltà economiche accoglie lui molti dei tecnici “esuli” del costruttore di Sant’Agata Bolognese. Nasce così il progetto della Cizeta Moroder, finanziato proprio da Zampolli e da Giorgio Moroder.

Sì, perché il compositore e produttore partito da Ortisei è nei suoi anni d’oro. Tutto è possibile per il Moroder di quegli anni, che al tempo ha anche già vinto due Oscar: per la colonna sonora di "Fuga di Mezzanotte" - nel 1979 - e per "What a feeling", contenuta nel film "Flashdance", premiato nel 1984. Non solo: proprio nel 1984 compone insieme a Klaus Doldinger la colonna sonora de "La Storia Infinita", appena due anni dopo scriverà le musiche di "Top Gun", con cui riceverà la terza statuetta dell’Academy. Re Giorgio vive nell’opulenza e ha voglia di fare altro, oltre alla musica: leggenda vuole che Moroder e Zampolli si incontrino quando Giorgio porta la sua Lamborghini a fare un tagliando nell’officina del concessionario di Zampolli, ma nessuno ha mai confermato. Ma del resto, nemmeno smentito... in ogni caso, nasce una partnership tra i due: a disegnare la Cizeta ci sarà una delle firme più prestigiose del design italiano, Marcello Gandini, che per Bertone e Lamborghini aveva firmato vetture entrate nella Storia dell’auto, una su tutte, la Miura.
Le premesse? Ottime. I risultati? Da dimenticare.

 

Il 5 dicembre del 1988 la Cizeta Moroder viene svelata al pubblico, c’è un telegiornale dell’epoca a testimoniarlo che sembra uscito da Robocop, ma è autentico. Le prestazioni dell’auto sono disumane, tocca i 328 km/h, fa da 0 a 60 miglia orarie in 4 secondi, se metti le ali, probabilmente vola. Ma i problemi per l’auto arriveranno dopo, soprattutto con la lentissima omologazione negli Stati Uniti, che rallenta la commercializzazione in quello che nelle intenzioni di Zampolli doveva essere il primo mercato per la supersportiva firmata con Moroder. E malgrado l’entusiasmo per lo styling di Gandini, che aveva anticipato al mondo quello che avrebbe visto un paio d’anni dopo con la Lamborghini Diablo, per la Cizeta cominciano i problemi. Moroder si tira fuori - aveva anche disegnato il logo della Cizeta - e Zampolli rimane con un’auto complicata da vendere.

Nel 1991 il listino prezzi andava tra i 250 e i 300mila dollari: quasi il doppio di una Lamborghini Diablo dell’epoca, decisamente troppo. E finì che di Cizeta - una volta completata la separazione tra Zampolli e Moroder, l’auto tenne solo il nome Cizeta - ne furono costruiti appena 19 esemplari e un prototipo. Questo fino al 1995. 

 

Di lì in poi la Cizeta fu disponibile volendo solo su ordinazione e non sono noti dati di vendita. È noto però il prezzo, con un listino che per la versione spider tocca 850mila dollari. In dieci anni, tra il 1985 e il 1995, l’avventura della Cizeta Moroder aveva bruciato chissà quanti milioni di dollari: ma che importa, quando stai inseguendo un sogno?

Tag: storie

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