Google Music: è già crisi per il servizio di musica digitale?

06/03/2012

Tre mesi dopo il lancio, Google Music sembrerebbe aver tradito le aspettative. Il popolare sito CNET ha analizzato i primi esiti del lancio della piattaforma con cui Google intende rivoluzionare (ancora?) la musica digitale. In Italia la stiamo aspettando con grande curiosità ed ovviamente arriveremo a giochi fatti. Secondo Cnet non ci stiamo perdendo chissà cosa.

A sentire etichette discografiche, produttori ed operatori del settore americano, per ora i ricavi sono estremamente più bassi del previsto e gli utenti non sembrerebbero così entusiasti del servizio. Google per ora non commenta, ma dai suoi uffici per ora trapela fiducia, considerando che la grande macchina del marketing di Google non è ancora entrata davvero in funzione. Il ritardo nel lancio in tutto il mondo sembrerebbo dovuto a problemi tecnici ancora in risoluzione, con etichette discografiche ed utenti americani che stanno facendo da beta tester. Nonostante ciò, i numeri sono ancora troppo bassi rispetto anche alle stime più prudenziali. Google Music doveva essere il nuovo centro nevralgico della musica digitale, capace di distribuire i suoi servizi ovunque, dal web, al mobile, alla connected tv e oltre.

L'utenza di Google, che ormai conta oltre 1 miliardo di visitatori unici al mese, sembrava garantire un successo istantaneo al servizio. Soltanto con Android, che conta una base di centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo, si sarebbe potuto creare un nuovo mercato per la musica. Nelle intenzioni, Google Music dovrebbe avere servizi ben superiori a quelli di Apple. Inoltre dovrebbe dare accesso libero al mercato anche a molti operatori musicali indipendenti, oltre che alle grandi major. Di fatto, le piccole etichette non stanno ancora traendo beneficio dal servizio, mentre le major faticano a trovare accordi: la Warner ad esempio non ha ancora concesso i suoi brani.

Da Google chiedono di pazientare, promettendo presto la nascita di un nuovo ecosistema, con il lancio anche di una serie di nuovi dispositivi hardware dedicati, pronti a sottrarre ingenti fette di marcato ad Apple. Uno di questi sembrerebbe essere un sistema casalingo in grado di realizzare una sorta di filodiffusione digitale.

Nonostante le promesse, restano però ancora dei limiti tecnici da risolvere oltre ad una concorrenza che si sta rivelando più preoccupante del previsto. I servizi musicali come Spotify, Rhapsody, Mog, Rdio ed altri, purtroppo ancora non disponibili da noi, hanno una base affezionata di utenti che non sembrano disposti a cambiare piattaforma così facilmente. E sembrerebbe che Google non sia più così simpatico.

A mettere i bastoni tra le ruote, anche la stessa Microsoft sembrerebbe in procinto di lanciare a livello mondiale un nuovo music store basato sul network della Xbox e di Windows Live. Non che Microsoft sia più simpatica di Google, ma la sua potenza di fuoco potrebbe dare fastidio.

Google Music è dunque già in crisi e lontana dai gusti musicali degli utenti? E' ancora presto per dirlo, ma non sarebbe la prima volta che il colosso digitale americano prende una cantonata (vi ricordata di Buzz e Wave, lanciati come rivoluzione e chiusi nell'indifferenza?). Di certo il mercato musicale, dopo l'entusiasmo iniziale, sembrerebbe non essere così convinto.

Tag: google spotify internet

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