Google Music e Spotify alla conquista della musica

17/11/2011

Google Music è finalmente partito ufficialmente: da oggi negli Stati Uniti è attivo lo store digitale. Si comprano i brani e gli album, esattamente come su iTunes. Il catalogo comprende circa 13 milioni di brani e include il repertorio di Sony, Universal ed EMI, mentre al momento è rimasta fuori Warner, che ancora non ha trovato un accordo con Google. Oltre alle major, presenti circa mille etichette indipendenti. In più, accesso anche per chi non ha un'etichetta: le band potranno vendere direttamente i brani sullo store, lasciando a Google il 25% degli incassi.

Il lancio di questo store mette Google ancora più in competizione con Apple. Una sfida da tempo lanciata nel settore degli smartphone, con la contrapposizione (concreta e anche a livello di filosofia) tra i sistemi operativi Android (Google) e iOS (Apple). Adesso c'è da attendere per capire se Google Music riuscirà a erodere spazi e fette di mercato ad Apple, così come Android è riuscito a farlo nel suo ambito.

Senza dimenticare Amazon, che da quest'estate è presente nel settore discografico con il suo servizio di storage digitale. Per farsi rapidamente un'idea della situazione, vale la pena guardare una infografica realizzata dall'Huffington Post:
www.hypebot.com/.a/6a00d83451b36c69e20154370166f9970c-popup

Intanto, un altro attore importante del mercato musicale continua ad espandersi. Stiamo parlando di Spotify, che in questi giorni ha inaugurato il proprio servizio di streaming in Austria, Belgio e Svizzera. Si allarga quindi la presenza europea del servizio svedese, che sembra però affrontare un periodo non sereno: diverse label indipendenti, infatti, hanno abbandonato la piattaforma, motivando la scelta con il fatto che, secondo loro, soltanto le major riescono a guadagnare dagli accordi con Spotify.

Per info:
goo.gl/ltIxc
goo.gl/0ys7y

Tag: google

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