Industria Musicale: a rischio 1.2 milioni di posto di lavoro

31/01/2011

Tempi duri. Per tutti. Durissimi per l'industria musicale (ma va?). Secondo la International Federation of the Phonographic Industry (IFPI), entro il 2015 l'Europa vedrà scomparire oltre 1.200.000 (unmilioneduecentomila) posti di lavoro.

La causa principale? Banale: la pirateria. Il colpevole? Ovvio: Internet.

Eppure il mercato della musica digitale cresce. Nel 2010 ha avuto una crescita stimata globale del 6% per un valore di circa 5 miliardi di euro, entrando ormai in modo decisivo nei bilanci delle case discografiche, con una quota del 29% sul totale. La realtà però è che non sono tanto i numeri della musica digitale a diventare importanti, quanto quelli della musica tradizionale ad andare, ovviamente, a picco. E l'acquisto di musica sembra destinato sempre più a diventare concetto anacronistico.

Ma nonostante il cambio di scenario sia ormai irreversibile, sembra che il 2011 sarà uno degli anni di maggiore reazione a livello internazionale contro il download illegale. Diversi governi europei hanno annunciato nuove azioni repressive, soprattutto in Francia, Irlanda ed Inghilterra. E l'Italia? Probabilmente stiamo ancora capendo di cosa si tratti e tutta la faccenda viene ancora regolata con le randellate vecchio stampo tramite leggi analogiche e decreti de' cretini.

Nel frattempo le case discografiche (e tutti gli operatori musicali che gli ruotano attorno) galleggiano in un purgatorio malinconico, osservando la curva dei ricavi che punta dritto al basso. Significativo il dato sui nuovi artisti: i ricavi dalle vendite di artisti al debutto di tutto 2010 non raggiungono nemmeno un quarto dei ricavi raggiunti nel 2003.

Difficile ipotizzare una soluzione, quantomeno per tutti quei posti di lavoro legati al vecchio mondo e legati ad un mercato che non c'è (quasi) più. 1.200.000 persone destinate a maledire Internet. Ma le cose finiscono. E quindi, ancora, Viva Internet.

Tag: discografia pirateria lavoro musica digitale

Commenti (31)

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  • Cesar P. 01/02/2011 ore 22:50 @cesareparmiggiani

    Io punto 10 euro tondi

  • Fabrizio Rioda 02/02/2011 ore 12:14 @saggiofaggio

    Apprezzo senza sarcasmo il tuo punto. Che - però - per non diventare stravagante dovrebbe giustificare i conteggi.
    Hai aperto un foglio excel con le cene ammorose, le dispense, i week-end e, alla fine, è rimasto il tuo budget discografico?
    Se no, mi spieghi come sei arrivato a quell'importo?

  • leo brazow 02/02/2011 ore 16:35 @leoge9se

    si, un ragionamente del genere l'ho fatto davvero, anche se rischio di sembrare pazzo. Diciamo che un disco vergine costa un euro, mettici il tempo in internet a cercare i file di buona qualità, mettici tempo di masterizzazione, mettici che un disco originale ti da anche il libretto con i testi, la copertina glitterata etc.
    ecco somma tutti questi fattori e secondo il mio calcolo (fatto puramente a occhio) mi pare che 5/6 euro sia un prezzo giusto.

  • Minerva Lab 18/04/2011 ore 15:54 @minervalab

    Caro Rockit
    senza entrare nel merito del giusto o sbagliato, di internet si o internet no...ecc.
    direi solo di parlare del nostro "piccolo orticello" riguardo alla tristissima situazione dei musicisti, musicanti, artisti, cantautori o strimpellatori (occasionali o meno) italiani.
    Cos'è un musicista, è per caso un artigiano?
    Beh se lo è, perchè questa "professione" non ha diritto ad aver riconosciuta una sua dignità così come in altri paesi europei?
    (qui invito tutti a documentarsi cosa significhi fare il musicista altrove...ma molti lo sanno già)
    Beh certamente l'Italia non è un paese come gli altri..basta guardare il nostro presidente del consiglio..emh ma voglio dire ..perchè?
    Ecco il punto!
    Perchè nessuno fa nulla...è la mia domanda!
    Si ci sono problemi enormi, sia culturali sia di altro tipo...embeh e quindi ...allora non facciamo niente?
    Chesso ..una rivoluzione?
    No vero.
    Okkey.
    Va bene.

    Però.. mi stupisce veramente tanto come mai proprio voi di Rockit..non fate nulla, niente, nada, mix!

    Cioè sapete benissimo che c'è in atto una guerra tra poveri in Italia e continuando così si arriverà all'estinzione dei musicisti..ma sul serio mica per scherzo!

    Si ogni tanto accennate qualcosa giusto per parlare...ha chiuso un locale la, un altro qua, crisi di qua crisi di la...un editoriale incazzato quattro urlettini indie e poi basta.Sapete prenderne atto e poi basta.

    Cioè perchè non vi viene nessun idea in testa?

    Perchè voi Rockit il sito più importante d'Italia in fatto di musica indie e non solo, non riuscite a pensare a nulla?
    A proporre qualcosa..a farvi venire qualche idea, a pensare ad una reazione (lecita) di qualche tipo!
    Qui in Italia niente.

    Giusto per fare un esempio provo ad immaginare se rockit fosse stata Olandese o Francese, secondo me avrebbe organizzato qualcosa del tipo chiamare a raccolta tutti i musicisti del paese e ci si sarebbe come minimo organizzati per fare un cartello forte e avanzare pretese e proposte, chessò inventandosi degli scioperi, non so però qualcosa avrebbero fatto...per fare sentire forte e chiaro la voce del disagio profondo di chi ama e fa musica pretendendo una dignità!

    Non ditemi che in Italia c'è ben altro da aggiustare prima di arrivarne alla musica, all'arte, alla cultura che non fa mangiare (quindi allora la pensate come Tremonti) per cui i musicisti saranno sempre l'ultima ruota del carro.
    Certo se è così che la pensate è molto probabile.

    Ma io mi chiedo..perchè?
    Pensate se domani il panettiere non vedendosi più riconosciuti i propri diritti non fa più il pane, oppure chessò i musicisti non dovrebbero più suonare...certo è impossibile direte.
    Senza una vera e propria mobilitazione del settore non sarà mai possibile.

    Vabè scusate ma avete ragione qui siamo in Italia e non è lecito pensare certe cose...anche se ovvie.
    Pardon..come non detto.
    Buona giornata:(

  • Stefano "Acty" Rocco 18/04/2011 ore 17:13 @acty

    perdonami... ma credo ci sia della confusione.

    Rockit fa quello che può e che sa fare.
    - porta avanti da 14 anni l'unico sito web nazionale che sia riuscito a costruire una audience rilevante attorno a certa nuova musica italiana (vuoi per bravura, vuoi perchè nessun altro ci ha provato)
    - costruisce e diffonde migliaia di contenuti su un argomento solitamente ignorato o sottovalutato da altri media
    - mette a disposizione dei musicisti un sito web in cui proporre la propria musica anche all'interno di un discorso editoriale forte e riconoscibile, bello o brutto che sia
    - organizza un festival da 20.000 e più spettatori con un cast composto da artisti il cui pubblico è solitamente di poche centinaia di spettatori, sgomitando ogni anno tra mille paletti burocratici e mille rischi economici per farlo stare in piedi
    - promuove una giornata su tutto il territorio in cui invita a suonare musica italiana ovunque
    - aiuta quotidianamente chiunque ci chieda un consiglio per confutare le proprie idee o inventarne di nuove
    - fa girare un po' di denaro in più nella musica italiana rispetto ad un mondo in cui rockit non esiste

    non volevo fare autopromozione esaltata, anche se un po' suona così, ma rispondere con dati di fatto, oggettivi. il risultato poi può piacere o meno, ma è la risposta a quel fastidioso "non fate nulla", che mi sembra detto nel luogo sbagliato. al limite un "non fate ciò che mi piace".

    detto questo, il FARE, per quanto ci riguarda, non sta nel cercare di smuovere forme di assistenzialismo verso la musica. non ci interessa avviare cooperative e sindacati di musicisti nel 2011. non ci interessa organizzare l'ennesima "tavola rotonda di discussione" per fare maratone di chiacchiericcio. non ci interessa cavalcare lotte di facciata per ottenere un emendamento all'emendamento dell'emendamento del sottocapitolo del sottoparagrafo. non ci piacciono le iniziative di aggregazione a peso cavalcando concetti e modalità di centanni fa.
    bada bene, fare queste cose per noi sarebbe forse anche un vantaggio in termini di esposizione e di denaro, ma non servirebbe a nulla, a nessuno. e sarebbe tanto patetico nel 2011.

    quello che possiamo e vogliamo fare per cambiare le cose, per cambiare le leggi, è diffondere una forma mentis tra i musicisti e pubblico. creare attenzione, interesse, entusiasmo, movimento attorno alle idee, alle opere dell'ingegno. stimolare la curiosità verso le nuove modalità di comunicazione e interazione. costruire continuamente nuovi progetti. dimostrare che ci sia addirittura un business sostenibile attorno alla musica italiana. e, soprattutto, sudare sudare sudare per difendere il nostro concetto di Bellezza.

    organizzare uno "sciopero dei musicisti" è qualcosa che puzza di vecchio, antico, irrilevante, inutile. qualcosa di estremamente vuoto e immobile.

    se davvero vuoi una rivoluzione, di certo non la farai con "sindacato dei musicisti" - "sciopero delle canzoni" - "finanziamento semestrale agli indipendenti" - etc. - etc.

    noi proviamo a farla in un altro modo. e magari fra 40 anni il capo del governo sarà qualcuno che da giovane è stato un utente di Rockit





    (Messaggio editato da acty il 18/04/2011 17:33:21)

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