Instagram cambia le regole della privacy:userà le foto degli utenti nelle pubblicità

Instagram cambia le regole della privacy e parte la rivoltaInstagram cambia le regole della privacy e parte la rivolta
18/12/2012 12:03 di

Momento di svolta per Instagram. Dopo l'acquisto da parte di Facebook, avvenuto ad aprile di quest'anno, di fatto non era successo granché all'applicazione fotografica più usata del momento.

Arrivati a fine 2012, però, le strategie cambiano. Pochi giorni fa la decisione di troncare in malo modo il rapporto con Twitter, che non mostra più per intero le immagini Instagram all'interno dei tweet. Un distacco legato a doppio filo alla scelta di Twitter di inserire dei filtri per le immagini molto simili a quelli di Instagram: non è chiaro quale sia la causa e quale l'effetto, sta di fatto che il rapporto amorevole tra i due social network fa ormai parte del passato.

Il cambiamento che sta facendo maggiormente discutere, però, riguarda le nuove regole della privacy. Il messaggio che sta girando in questi giorni è: Instagram si trasformerà in un enorme archivio fotografico, il social network potrà vendere le tue foto a inserzionisti pubblicitari e non ti darà una lira. In sostanza, una sorta di iStock Photo senza nessun pagamento per gli autori degli scatti. Da qui, ovviamente, è partita la rivolta, con tanto di lancio di appelli all'abbandono di massa del social network.

Cercando un po' su varie fonti, però, la questione sembra meno clamorosa. Ecco il passaggio più controverso delle nuove regole:

«Some or all of the Service may be supported by advertising revenue. To help us deliver interesting paid or sponsored content or promotions, you agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you»

Secondo alcuni commentatori, comporterebbe un uso delle immagini per realizzare messaggi pubblicitari personalizzati per l'utente stesso. Ovvero, ipotizziamo, come sostenuto anche da Mashable: noi o dei nostri amici pubblichiamo delle immagini con hashtag #mare, dopo qualche giorno quella foto potrebbe essere sfruttata come immagine pubblicitaria per un annuncio su Facebook (rivolto a noi o ai nostri amici) in cui si promuove un albergo sulla costa. Quando andiamo su un sito siamo ormai abituati a vedere la scritta "questo articolo piace a questi tuoi amici", oppure a inserzioni su Facebook in cui una pagina viene promossa specificando quali amici sono già fan: la sensazione è che si tratti della stessa cosa, ma con l'uso di immagini. Può fare impressione, può dare fastidio, ma non si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione. Facebook basa tutto sui like e sulle interazioni, Instagram sulle immagini: ognuno monetizza quello che ha.

Dovesse essere veramente così, parlare di rivoluzione sarebbe senz'altro eccessivo. Si tratta comunque di regole che lasciano ampi margini di libertà a Instagram e Facebook e, soprattutto, stanno generando delle reazioni fortemente negative, che rischiano di provocare enormi danni d'immagine. Tutte ragioni che potrebbero spingere a una marcia indietro.

Tag: instagram facebook internet

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