Isola - Mundus Imaginaris

19/05/2000

Riceviamo dalla CNI records e pubblichiamo.

Il mundus imaginalis è "[…] un mondo proprio in cui lo spirito si corporalizza e in cui i corpi si spiritualizzano, al di là della dualità di reale e irreale", è un "affresco ideale", una "zona franca" della mente e della visione che si pone ad un livello intermedio fra il Divino e l'umano. I siciliani Isola, ovvero Iolanda Vacalebre (voce), Nicola Rustica (chitarra e voce) e Giovanni Crispino (violino, violoncello e chitarra), attenti e coraggiosi esploratori di quelle zone di intersezione fra la parola, la musica, le espressioni figurative e la teatralità nelle quali l'arte tenta di dire l'indicibile e di mostrare l'invisibile, hanno dedicato il loro nuovo, originale e suggestivo lavoro (il secondo nella loro discografia) a questo mondo mitico e rituale, popolato da misteriose apparizioni metafisiche, animato da luminose presenze salvifiche, governato dalla magia alchemica. Dalla Sicilia, crocevia mediterraneo degli scambi fra Oriente e Occidente, viene a questo album non solo una lingua che sa d'incantesimo, ma anche l'unione ancestrale di mito e rito, di tradizioni popolari e spiritualità vissute e condivise nel profondo degli animi individuali e del corpo sociale. Le atmosfere rarefatte e noir, le esplosioni bandistiche, le improvvise aperture melodiche, le contaminazioni fra le vibrazioni acustiche delle chitarre e degli archi e l'elettronica di ritmiche dub-reggae e, su tutto, le straordinarie doti vocali di Iolanda Vacalebre, capace di dare, del testo e della sua lingua - fra sussurri e grida - un'interpretazione di spessore teatrale fanno di Mundus imaginalis un incandescente percorso sonoro iniziatico in mezzo a visioni concrete, a magie quotidiane. Gli angeli, gli spiriti, i santi invocati ed evocati non sono, qui, meno reali del mare, della terra, del sole, della luna, dei pastori, dei pescatori e delle loro feste, e possono diventare una guida fedele verso il risveglio nella pienezza della vita: basta saper ascoltare e abbandonarsi…

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