Ivano Fossati dice basta e va in pensione

03/10/2011

In questi giorni sta presentando il suo nuovo album "Decadancing", scontato quindi vederlo su quotidiani, riviste e all'interno di trasmissioni televisive.

Meno scontato che Ivano Fossati usi una delle trasmissioni più viste per annunciare che "Decadancing" sarà il suo ultimo disco e che quello in programma sarà il suo ultimo tour.

Questa infatti la comunicazione effettuata ieri da Fossati all'interno di "Che tempo che fa". Intervistato da Fabio Fazio, Fossati ha dichiarato:
«Ho pensato, non in questi giorni, ma negli ultimi due o tre anni, che questo Decadancing sarebbe stato il mio ultimo disco e non ne registrerò altri e anche il mio prossimo tour sarà l’ultimo. Così mi sentirò più libero. [...] Ora comincerò a viaggiare e a vedere le cose in un altro modo».

Guarda l'intervista integrale a "Che tempo che fa" (o solo la parte in cui Fossati annuncia il ritiro: youtu.be/z0dBZ-SE5vs?t=10m20s).

Per info:
www.ivanofossati.com

Tag: tv

Commenti (2)

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  • Giuliano Ciao 04/10/2011 ore 12:54 @bandieragenovese




    (Messaggio editato da bandieragenovese il 04/10/2011 12:54:39)

  • Giuliano Ciao 04/10/2011 ore 12:54 @bandieragenovese

    Che tristezza, di quelle sincere.
    La pianta del thè, lindbergh, discanto, macramé, la disciplina della terra.
    Ivano Fossati è a tutti gli effetti il più grande cantautore e musicista che l'Italia abbia mai avuto.
    Se la canzone è sintesi tra testo e musica Fossati non può che essere il più grande. Ha scritto testi di una raffinatezza e ispirazione incredibili, più del sopravvalutato De Andrè sempre intrappolato in una forma metrica ferrea e troppo teso verso le filastrocche moraleggianti prive di ispirazione poetica e linguistica (non a caso il disco più bello di de andrè, anime salve, lo hanno scritto a quattro mani). Fossati, più che far ristagnare la canzone italiana per quaranta anni (come hanno fatto i suoi colleghi cantautori da Guccini a Lolli, da De Gregori e muffa varia....davvero inascoltabili) l'ha portata alla sua espressione più sublime.

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